“Per una cultura all’insegna della reputazione”

voig.jpgdi Anna VOIG

“Amici carissimi, ben tornati!

Questa volta vorrei parlare con voi sul significato della parola “CULTURA”.

Durante una recente lezione universitaria, mi è capitato di affrontare questo argomento e devo dire, che le conclusioni sono state interessantissime e per nulla banali!

Voglio rendervi partecipi.

La definizione di “cultura” che è venuta fuori in quell’occasione, è che essa sia l’espressione di tutti quei valori e credenze acquisite durante la vita e attraverso lo studio; e che sono alla base del comportamento di ognuno di noi.

La cosa su cui si è soffermato il mio interesse è proprio il fatto che, a quanto pare, la cultura si manifesta attraverso il comportamento, l’agire concreto di ogni individuo e, in una visione più larga, dell’ intera società.

Dunque amici, mi chiedo (e vi chiedo): Perché non cominciamo a valutare (e valutarci) in base al comportamento, più che in base alle posizioni sociali e le qualifiche che tanto vengono vantate (e quasi mai applicate, visto l’impegno ad utilizzarle prevalentemente come ornamenti di casa o nuovi scettri?)

La mia riflessione è dettata da una personale intolleranza a dover rendere conto, convivere e spesso anche votare, persone che si fanno “scudo” di titoli e qualifiche per legittimare comportamenti per nulla costruttivi e, paradossalmente, neanche in linea con gli insegnamenti (in teoria) appresi durante gli anni di studio!

Sapete, fino a qualche giorno fa, non ero poi cosi convinta che le mie riflessioni avessero un senso… ma ascoltando ciò che viene percepito in giro, e avendo avuto modo di partecipare a quella lezione universitaria, ho avuto conferma che i miei “voli mentali”, sono condivisi già da molti.

La molla che però mi ha definitivamente spinto a scrivervi questo mio pensiero, è stata una frase particolare che ho incontrato su uno dei libri che sto studiando.

Ve la riporto: “IL FATTO CHE GLI UOMINI NON IMPARINO MOLTO DALLE LEZIONI DELLA STORIA, E’ LA PIU’ IMPORTANTE DI TUTTE LE LEZIONI DI STORIA.”

Il mio appello è dunque quello di non perdere altro tempo e cominciare noi stessi ad essere “attivatori” e “promotori” di una nuova società culturale.

Una società in cui la fortuna di aver acquisito studi e qualifiche sia funzionale allo sviluppo generale, non più intesi come punto d’arrivo e utilizzati solo per sfoggiare posizioni di rilievo!

Una cultura all’insegna della reputazione, non più della sola immagine. Una società abbastanza intelligente e culturalmente avanzata, in grado di comprendere quanto sia fondamentale e furbo investire proprio nella cultura sociale!

La mia visione amici, è quella del concreto, fondata sulla coerenza e sui valori che affermiamo col nostro comportamento ogni giorno e nel tempo.

Allora, che ne pensate?

Sono curiosa di conoscere il vostro punto di vista!

Alla prossima, con grande affetto”.

Anna Voig

“Per una cultura all’insegna della reputazione”ultima modifica: 2010-05-24T10:36:14+00:00da liberatorusso
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17 pensieri su ““Per una cultura all’insegna della reputazione”

  1. Cara Anna,mi trovo in piena sintonia con il tuo pensiero,sostengo da molto tempo che prima del titolo venga la persona. Personalmente,quando mi presento in ambienti lavorativi,lo faccio stringendo la mano e dicendo il mio nome senza mai anteporre Dott. perchè sono profondamente convinta che prima della professione o del titolo venga la persona! E sono le persone che possono restituire dignità alla cultura come patrimonio di tutti e come coscienza collettiva! Che senso ha studiare,acquisire conoscenze se poi non si mettono al servizio di tutti utilizzandole esclusivamente per solleticare la propria vanità,privandole del loro vero valore?
    Ti faccio i miei complimenti per la tua azzeccatissima riflessione!

  2. Come già sai,sono sempre favorevole ai tuoi pensieri,credo che abbiamo tutti un po’ il freno a mano tirato sotto il profilo culturale. Come spesso accade non vogliamo assaporare il gusto della cultura,questo è un malessere comune,soprattutto dalle nuove generazioni.Naturalmente questo è solo il mio modesto parere!! Ti faccio sempre i mie complimenti. Pietro Marzini (Archeoclub d’Italia)

  3. Come già sai,sono sempre favorevole ai tuoi pensieri,credo che abbiamo tutti un po’ il freno a mano tirato sotto il profilo culturale. Come spesso accade non vogliamo assaporare il gusto della cultura,questo è un malessere comune,soprattutto dalle nuove generazioni.Naturalmente questo è solo il mio modesto parere!! Ti faccio sempre i mie complimenti. Pietro Marzini (Archeoclub d’Italia)

  4. Bella questa frase:
    “Una società in cui la fortuna di aver acquisito studi e qualifiche sia funzionale allo sviluppo generale, non più intesi come punto d’arrivo e utilizzati solo per sfoggiare posizioni di rilievo!”

    Questo vuol dire che chi ha studiato, a maggior ragione deve apprezzare la fortuna di averlo potuto fare, per cui bando alla superbia, perché con i titoli, le responsabilità sono appena iniziate, è da lì che deve partire il dono all’interesse collettivo e non all’ego.

  5. E’ molto chiaro cio’ che dici Giovanna, la valutazione di una qualsiasi persona e soprattutto di un uomo politico, va fatta osservando il suo comportamento nel tempo, tirando le proprie conclusioni, senza rimanere all’impressione iniziale basata anche sulla fioritura dei titoli ed attestati che sono stati messi in cornice pubblica.

  6. Come si fa a far parlare di più il popolo, anche in rubriche come questa, la gente semplice che magari non supera la timidezza del colloquio pubblico (anche in rete) un po’ per il fatto di qualificarsi personalmente, un po’ perchè magari è sempre stato abituato a subire il principio che parlare pubblicamente spetta ai “Professoroni” e non a tutti. Invece parlare pubblicamente spetta a tutti e ognuno deve farlo come puo’, dobbiamo incoraggiare tutti a farlo nel modo in cui ognuno puo’, ognuno fa quello che puo’ ed è bello così!!!
    OGNUNO DICE QUELLO CHE PUO’, CON LE PROPRIE PAROLE, ED E’ BELLO COSI’ E QUELLO CHE DIRA’ SARA’ SPONTANEO VERO ED IMPORTANTE!!!!!!

  7. Cara Anna, ricordi, qualcuno disse “non è difficile governare gli italiani…è del tutto inutile”. Ed è talmente vero ed attuale ancora oggi. I valori sono scomodi, la cultura isola, la coerenza si paga a caro prezzo, la reputazione è una parola che non trova più traduzione nel quotidiano. Ciò nonostante occorre continuare a crederci e finchè ci saranno persone come noi la speranza può portarci da qualche parte…

  8. ragazzi, c’è una frase che mi è capitato di leggere casualmente in giro durante la gita universitaria di questi ultimi giorni…credo sia davvero pertinente alle nostre osservazioni e può contribuire a consolidare la nostra visione delle cose…appena l’ho letta ho pensato a NOI!!!

    ve la riporto, è di Gandhi:

    “YOU MUST BE THE CHANGE THAT YOU WOULD SEE IN THE WORLD”

    “DEVI ESSERE TU IL CAMBIAMENTO CHE VORRESTI VEDERE NEL MONDO”

    ;-)))

  9. Giovi..come al solito stai contribuendo tantissimo con il tuo atteggiamento, impegno e spessore culturale e grande sensibiltà interiore ad arricchire tutti noi ..tuoi amici che non solo ti ammiriamo per la tua bellezza ma ancor piu’ per la tua intelligenza e capacità di trasmettere a chi ti legge idee valori che possano far riflettere per un mondo migliore.
    Potrei parlare a lungo di cultura , delle varie interpretazioni che ne danno anche filosofi o intellettuali..ma non è cio’ che ci serve..meglio seguire i tuoi suggerimenti..che spingono più in direzione di una sperimentazione anche personale dei comportamenti e non solo.
    Cultura , oggi nell’era della globalizzazione è allo stesso tempo ancoraggio ai valori del territorio ma non nel senso del rinchiudersi in esso a difesa del proprio fortino ma nel senso di partire dalla cultura di base aperta pero’ ad una visione aperta della società, dove non prevale la logica della paura ma della solidarietà e dell’amore verso l’altro e il diverso. Cultura è ogni giorno impegnarsi perche ‘ la società dell’apparenza sia anche società dell’essere, cultura è rifiutare l’imposizione mediatica di valori che impediscono di pensare ad un mondo senza guerre, fatto di libertà, uguaglianza, giustizia. Cultura è impegnarsi ogni giorno per rifiutare il PENSIERO UNICO di chi ci considera tutti MERCE o OGGETTI. Cultura è partecipazione attiva e non moltitudine passiva che ubbidisce al Principe. Cultura è rifiutare un mondofiction e battersi ogni giorno per la salvaguardia della verità e della realtà che si puo’ modificare con l’impegno di tutti nel rispetto dell’etica e della morale.

  10. GLI UOMINI NON IMPARANO MOLTO DALLE LEZIONI DELLA STORIA

    In effetti i comportamenti dei popoli e dei poteri si ripetono ciclicamente e non si riesce ad impedire le diseguaglianze sociali e favorire la distribuzione della ricchezza in modo equo sul pianeta.

    Non si riescono ad evitare le guerre che contribuiscono al profitto di pochi soggetti e di poche nazioni, che così controllano con la forza i più deboli, con conflitti senza motivazioni reali, ma con i quali si uccide veramente. Così poi controllano le economie e i regimi politici dei paesi travolti, in cambio della ricostruzione e danni di guerre senza motivi.

    Non si riesce a garantire che la scienza e le scoperte siano utilizzare per il bene collettivo e non per garantire monopoli a chi controlla il diritto di sfruttare le invenzioni, monopolio che impedisce il dono alla collettività da parte di chi vorrebbe contribuire al bene comune anziché al profitto.

    Eppure vengono distrutte specie vegetali che renderebbero superflui i costi sociali per pagare farmaci prodotti da anni e praticamente inutili.

    GLI UOMINI NON IMPARANO MOLTO DALLE LEZIONI DELLA STORIA…

    però la storia è stata anche riscritta ad uso e consumo degli stessi poteri che abbiamo detto prima,

    per cui bene leggere la storia presuppone la libertà delle fonti della verità,

    oppure capacità notevoli di confrontare le fonti delle menzogne con le fonti ispiranti.

    In più occorre che i poteri delle fonti delle menzogne, non oscurino e censurino le fonti ispiranti.

    Sirio Rossi

  11. Come hanno detto altri, anche per me la frase più bella è questa:

    “Una società in cui la fortuna di aver acquisito studi e qualifiche sia funzionale allo sviluppo generale, non più intesi come punto d’arrivo e utilizzati solo per sfoggiare posizioni di rilievo!”

    bellissimo anche il commento dell’amico:

    …..chi ha studiato…deve apprezzare la fortuna di averlo potuto fare, per cui bando alla superbia,

    perché con i titoli, le responsabilità sono appena iniziate, è da lì che deve partire il dono all’interesse collettivo e non all’ego………

    Bravissima Giovanna e bravissimo l’amico Sirio, frasi da oscar.

  12. mi piace ricucire e ricomporre le tue frasi. Da qualunque sito vengano, anche se prelevate in ordine sparso, sono sempre tutte meravigliosamente collegate come una storia chiarissima:

    “chi ha studiato…deve apprezzare la fortuna di averlo potuto fare……………….”

    “.. titoli, le responsabilità sono appena iniziate, è da lì che deve partire il dono all’interesse collettivo e non all’ego………”

    “non perdiamo altro tempo e cominciamo noi stessi ad essere “attivatori” e “promotori” di una nuova società…………. ”

    “Occorre dare personalmente il primo impulso al cambiamento scendendo in campo per primi, senza attendere un branco a cui accodarsi……..

    chi non è incline al cambiamento in realtà tradisce solo sé stesso…….

    E’ preferibile rimanere una goccia autentica nell’oceano piuttosto che tradire noi stessi……………”

  13. In definitiva, Cara Anna, la coerenza e la volontà del politico a fare buone cose, dipende da diversi fattori:

    -se la persona é veramente eletta dal popolo, se è stato proposto con lista civica sganciata dai partiti, magari potessimo parlare di scelta plebiscitaria!!!

    In genere le liste sono camuffate da civiche ma sono create dagli stessi centri di poteri politico ed economico degli affari che le predispongono ad hoc per confondere il popolo.

    -se il personaggio, ha autonomia dai poteri forti, anche quando gli stessi non hanno aiutato la sua campagna elettorale.

    Nel senso delle pressioni più o meno forti che certi poteri esercitano sulle amministrazioni, a volte hanno l’effetto di distruggere l’autonomia in favore dell’interesse collettivo.

    Di solito quando c’è una crisi c’è sempre un’esplulsione di un personaggio scomodo, quindi il meno peggio della squadra.

    (((( Esempi delle pressioni:
    – richiesta di agevolazioni ad personam (fiscali, concessioni rilasciate al di fuori delle leggi vigenti ed altre) sancite con il ricatto in materia di occupazione: prospettare licenziamenti o il mancato investimento per creare occupazione))))))))

    -se il popolo è informato con trasparenza del funzionamento della propria economia e di come viene condotta in termini di interessi collettivi, in modo da condizionare il consenso alla realtà dei fatti

    e non a quella che si vuol rappresentare per continuare il teatrino con personaggi burattino per sempre, tanto il popolo non ha più speranza e si è assuefatto alla massima: – SONO TUTTI UGUALI -.

    -oltre alle circostanze di cui sopra, il politico motivato per l’interesse sociale ed economico collettivo, deve anche avere molto coraggio e creatività,

    per mediare con abilità le forze positive e negative, ottenere risultati anche parziali di benessere e duraturi nel tempo, senza essere estromesso immediatamente e non combinare nulla.

    -se a questo punto il ruolo di governo è impossibile da condurre con l’autonomia, il buon senso, la competenza, le giuste motivazioni per la cosa pubblica,

    E’ PIU’ VANTAGGIOSO MUOVERSI COME POLITICO DI OPPOSIZIONE FERMA E TENACE NEL TEMPO,

    INFORMANDO IL POPOLO ED UTILIZZANDO LA LEGGE PER PUNTARE IL DITO

    SU OGNI OPERA O SCELTA CHE NON ABBIA UNA PUBBLICA

    UTILITA’ NEL SENSO COMPIUTO DEL TERMINE.

  14. Questo articolo è molto coerente con altre frasi che hai pubblicato, ad esempio sui titoli di studio, la cultura e l’interesse collettivo:

    -Chi ha studiato deve apprezzare la fortuna di averlo potuto fare… i titoli ci sono, ma i veri atti di coraggio non sono iniziati per niente…….

    -da quel momento in poi è tanto bello ispirarsi all’interesse collettivo e non cedere alle lusinghe del proprio ego.

    -ci sono fin troppi attori scadenti che interpretano quello che non sentono… sono egoisti cronici e penosi…..anche quando se ne rendono conto…reggono la parte per non perdere cio’ che hanno acquisito.

    -l’autenticità, la semplicità e la trasparenza, sono precedenti vincenti per una buona comunicazione. Sono un buon terreno di provocazione sociale su cio’ che è veramente giusto.

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