Politica, Pubblica Amministrazione e cittadini: la filiera delle responsabilità!

voig.jpgdi Anna VOIG

“Amici, come state? 

L’argomento sul quale vorrei confrontarmi con voi questa volta deriva da un riassunto di ciò che ho appreso durante le lezioni di comunicazione di quest’anno.

Un concetto frequente, e che condivido pienamente, è la differenza fondamentale che distingue la comunicazione della Pubblica Amministrazione da quella delle aziende commerciali:  “il fine”.

Questa differenza comunicativa è importantissima, soprattutto perché nell’abito pubblico, gli obiettivi interni/esterni dovrebbero mirare alla condivisione e al coinvolgimento e le risorse sono limitate perché non si dovrebbero sprecare soldi!

Ma poi, sarà vero che le risorse finanziarie della P.A. non ci sono?

Un piccolo dubbio che questa inefficienza sia una comodissima volontà e non una impossibilità reale in effetti mi viene…a voi no?

Comunque…mentre per le imprese di commercio l’obiettivo dell’azione comunicativa è quello di conquistare il cliente, fidelizzarlo e aumentare i profitti, la P.A. invece, dovrebbe coinvolgere il cittadino e creare appartenenza.

Un’Amministrazione capace di ascoltare i cittadini, sarà in grado di leggerne i bisogni, di erogare servizi e prestazioni adeguati, flessibili e, quando occorre, personalizzati.

Logicamente, ciò può avvenire in un clima ad alto tasso interattivo, basato su rapporti di autentica comunicazione e scambio, fondati sul reciproco riconoscimento di valore e sulla consapevolezza che il tipo di rapporto deve essere simbiotico.

E allora, come si fa a spiegare ai cittadini in che modo funziona la Pubblica Amministrazione? Proprio per mezzo della comunicazione, che ha il compito di cambiare le percezioni e creare senso di appartenenza e dei identità, prima di tutto a livello locale.

L’esigenza di garantire una migliore efficacia ed efficienza dell’azione della P.A. in tutte le sue articolazioni richiede sicuramente un passaggio dal modello burocratico al modello economico-aziendale, sempre però in una logica di servizio pubblico.

E’ proprio in questo contesto che trova attuazione (e in numerosi casi anche non attuazione!) la legge 150/2000.

Continuano ad essere presenti fattori di ostacolo all’efficacia dell’azione pubblica.

Nella filiera delle responsabilità, vengono coinvolti moltissimo i vertici politici e amministrativi e troppo poco i cittadini.

I processi normativi quindi, dipendono ancora troppo dalla politica…

… E la politica sappiamo bene quanto sia a sua volta legata a logiche di consenso che, nella migliore delle ipotesi (volendo essere molto ottimisti), riescono a mantenere una certa coerenza operativa.

Voglio dire, come può la politica costruire da sola qualcosa di positivo per la P.A. se è legata a logiche di consenso limitate nel tempo?

Magari qualcuno riesce a fare qualcosa di buono nei suoi 5 anni, poi però cambia il mandato e che succede alla P.A.? Punto e a capo!

Facile intuire chi sia a rimetterci in questo meccanismo… !!!

Le valutazioni del successo/efficienza infatti, sono ancora legate al rispetto delle procedure piuttosto che derivanti dall’adattamento dei servizi in risposta alle esigenze dei cittadini. (a tal proposito credo sia opportuna la citazione di una frase che condivido pienamente: “Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente…ma quella più reattiva ai cambiamenti.”(Charles Darwin).

Credo che l’obiettivo dell’azione pubblica dovrebbe essere improntato verso la creazione del valore pubblico. E’ il territorio della pubblica utilità, che fa capo al cittadino!

La P.A. non può non comunicare, perché rispetto alle imprese private, deve confrontarsi con più mercati sovrapposti fra loro (mercato degli utenti, degli elettori, dei contribuenti, dei benefattori, dei collaboratori, dei finanziatori), oltre che al mercato dei cittadini.

E’ allora proprio alla comunicazione della P.A. che, a mio avviso, viene assegnato un compito ancora più importante, quello di attuare un processo di responsabilizzazione delle parti sociali, per una progressiva evoluzione della nostra società.

Aspetto le vostre riflessioni, intanto un bacio grande a tutti!

Buone vacanze”!!!

Anna Voig

Politica, Pubblica Amministrazione e cittadini: la filiera delle responsabilità!ultima modifica: 2010-07-02T19:12:00+00:00da liberatorusso
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10 pensieri su “Politica, Pubblica Amministrazione e cittadini: la filiera delle responsabilità!

  1. …nell’ambito pubblico, gli obiettivi interni/esterni dovrebbero mirare alla condivisione e al coinvolgimento …..

    Cara Anna a me sembra che allo stato attuale

    l’unica persona di cultura e con il senso della socialità, che sta spingendo la condivisione, il convolgimento, il confronto per la conoscenza della verità sul nostro mondo attuale ed anche sulla politica

    sei solo tu…

    Poi però coloro che intervengono qui in terza pagina sotto i tuoi articoli, stanno dando vita ad un buona espansione dei tuoi pensieri…

    Ti ringrazio, con questo 3° articolo non fai che consolidare il tuo slancio verso gli interessi pubblici,

    proprio dopo aver svolto il Master di Specializzazione a Milano.

    ..continua così non possiamo essere che con te, cioè tutti insieme criticamente nella tua rubrica aperta alle opinioni anche molto costrastanti….
    nella piena tranquillità del contraddittorio piacevolissimo…

    Riccardo

  2. Anna è bellissimo il riferimento:

    “””””……..dall’adattamento dei servizi in risposta alle esigenze dei cittadini. …….. opportuna la citazione: “Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente…ma quella più reattiva ai cambiamenti.”(Charles Darwin)””””””

    Questi requisiti di adattamento alle esigenze dei cittadini in termini rapidi e dinamici, per la pubblica amministrazione, non si sono mai realizzati in termini soddisfacenti……

    ma questo è una precisa volontà politica dello stato centrale e lo è sempre stato………, perchè?

    -per non realizzare mai la trasparenza totale e l’efficenza, in modo da costruire un nebbia o un muro sulla verità dei risultati di gestione.

    -per evitare che il popolo acceda alle erogazioni più importanti di finanziamenti per carenza di informazioni rapide, che invece interlocutori potenti catturano immediatamente dalle finanziarie per accaparrarsi subito le migliori opportunità, così non resta più nulla in breve tempo.

    -anche per aumentare un grado di sfiducia più nella massa dei lavoratori della pa, come capo espiatorio, per salvare la testa alla dirigenza politica, vera responsabile di rendere efficenti i servizi in termini privatistici.

    -un’altro esempio di inefficienza voluta e mortificata è non consentire all’amministrazione finanziaria di combattere l’evasione fiscale, un pozzo d’oro senza fondo dove risiedono le vere opportunità di riscatto per il popolo.

    vi lascio, ma riprenderemo…

    Ciao Anna e GRAZIE PER LE PROVOCAZIONI
    COMPLIMENTI PER IL TUO LINGUAGGIO DI COMUNICAZIONE E’ DIVENTATO TALMENTE PERSONALE CHE E’ UN’UNICA COSA SIA PER LA DIALETTICA SOCIALE, CHE POLITICA, CHE MANAGERIALE, CHE POPOLARE, CHE ESASY, CHE ARTISTICA……..

  3. Interessante sottolineare la differenza fra istituzioni pubbliche ed attività economiche attraverso IL FINE.

    Interessante anche l’implicito accenno ai MEZZI che stanno a disposizione del privato e del pubblico per raggiungere I FINI.

    Già si è accennato all’inefficenza nel combattere l’evasione fiscale, il che vuol dire permettere a chi ha molte risorse
    DI NON PARTECIPARE ALLE SPESE NECESSARIE PER I FINI PUBBLICI, facendo partecipare sempre gli stessi FESSI!!!

    ma vuol dire anche non voler prendere le risorse dove veramente ci sono, per costruzione le opere pubbliche, infrastrutture e migliorare i servizi al cittadino!!!!!!!!!!!!!!!

    Anzi visto che agli enti locali i trasferimenti statali vengono tagliati sistematicamente da decenni, questo intento, unito alla volontà di non recuperare risorse per gli enti dall’evasione, che cosa puo’ significare:

    PER ME VUOL DIRE RIDURRE IL POTERE DELLA P.A. LOCALE, da quello della trasparenza a quello operativo del realizzare direttamente i servizi e le opere che ha sempre svolto nei decenni.

    Riducendo la p.a. all’impotenza di fatto per assenza di risorse, si puo’ arrivare anche a giustificarne l’estinzione con il capo espiatorio dell’INEFFICENZA –

    Cara Anna io credo di leggere una grande menzogna dietro il concetto di inefficenza degli ultimi anni della pa, io parlerei di inefficenza storica PER VOLONTA’ ESPRESSA di non far gestire la totalità degli interessi pubblici dalla p.a., ma da altre forze!!

  4. Per continuare un po’ i ragionamenti sulla diversità dei fini e dei mezzi tra pubblico e privato…
    .
    ad esempio per raggiungere determinati fini è necessario anche un patrimonio, che nel caso della pubblica amministrazione nella storia si chiamava patrimonio disponibile, indisponibile e demanio pubblico.

    Il patrimonio immobiliare disponibile è necessario oltre che per produrre reddito anche per destinarlo a finalità istituzionali e sociali, per cui la tendenza a svendere i beni pubblici a valori oltretutto ridicoli, degli ultimi governi, non mi sembra una bella cosa, il risultato è che non sono più a redditività pubblica né di uso pubblico e nulla è stato fatto per renderli produttivi.

    Non parliamo del demanio, ad esempio le spiagge del mare ecc. quando si è sentito parlare di svendere anche quelli, così noi cittadini attraverso lo stato non avremmo più le entrate dei canoni di concessioni delle spiagge e dei bagni, in più ci vedremmo privatizzare tutte le spiagge che rimanevano accessibili liberamente senza costi. Ho rabbrividito di fronte a queste ipotesi.

    Quindi è giusta la riflessione dell’amico che ha scritto prima di me, quali sono i fini che il sistema politico rende possibile realizzare in base ai mezzi finanziari ed al patrimonio che vuol lasciare nelle mani della pubblica amministrazione ?????

    Perché altrimenti i fini possono essere eticamente bellissimi ma se i mezzi non sono più pubblici, è ridicolo credere di avere opportunità di poter gestire e cambiare un futuro, con in mano la terra nuda!!!!!!
    Ciao Anna

  5. rispettiamo pienamente Luciano per le sue opinioni espresse sul post di facebook nel profilo di Giovanna, ma il tema è aperto e probabilmente non aver più speranza nei cambiamenti è cio’ che ci hanno voluto imporre per assuefarci alla rassegnazione.

    Quindi discutiamone sulla rubrica, c’è molto, ma molto da dire, in fondo abbiamo la rete proprio per comunicare parallelamente ai mezzi di informazione controllati dalla politica. Oh no??

    Il non intervenire segnalando e sviscerando le azioni di cattiva gestione dei fini e mezzi pubblici, è il modo più convincente per far capire che tutti vogliamo i cambiamenti…… che siano radicali forse sarà difficile, però con il contraddittorio a volte si possono ottenere piccoli risultati e se siamo coesi e molti questi si moltiplicano.

    Altrimenti chi dice di non avere speranza è come se dasse una delega a vita a chi non stima consistente nel farsi derubare ed umiliare tutti i giorni…………..tanto rimarrà così!!!!

    Dai forza con la voglia di cambiamento, esiste……

  6. Carissima Enzina, ti rispondo al post che hai messo su facebook al profilo di Giovanna.
    Intanto IO SONO STRADACCORDO CON TE NEL SOLLEVARCI SULL’ARGOMENTO TRAMITE TERZA PAGINA PER QUESTI CASI ITALIANI DI DISMISSIONE DELLE RISORSE NATURALI. Mii stai invitando con grande soddisfazione sull’argomento a me più caro e per me drammatico della dismissione di acquedotti, fognature ecc. con privatizzazioni che di fatto come tu hai detto fanno lievitare le tariffe in modo non più controllabile dagli Enti né quantomeno dal cittadino, in ragione poi di investimenti altrettando indiscutibili che influiscono sulla tariffe direttamente o indirettamente. Ti prego vivamente di portare il tuo commento col copia e incolla sull’articolo di Giovanna dove abbiamo spazio per sollevare un plebiscito veramente inaspettato quando le avremo raccontate tutte!!!!!!!!! Del resto sono anni che mi fa paura la sensazione che venga globalizzato il controllo delle acque, della serie… fra i mezzi per controllare e condizionare la vita sul pianeta la risorsa acque vale molto come le altre fonti di energia… il controllo privato globale futuro sulle acque è uno dei mezzi per farci star zitti per sempre se vogliamo dissetarci!!! Spero di aver scherzato, ti prego Carissima Enzina metti il commento su terza pagina così sviluppiamo il caso a livello nazionale prima attraverso la rete per estenderlo a livello GENERALE.
    Questa risposta io te la posto su terza pagina.

  7. Mi voglio riallacciare ad un passaggio del commento di Barbi sulla vigilanza che i cittadini devono esercitare per impedire alla politica di agire indisturbata e di dismettere i servizi pubblici. Ebbene, di recente nella mia citt… Mostra tuttoà si è assistito ad una cosa del genere. Nel caso di specie si è trattato della parziale privatizzazione dell’azienda municipalizzata che eroga una serie di servizi fondamentali ai cittadini, in primis il servizio dell’acqua. Detta società in pratica è stata aperta ai privati che possono acquistarne quote nella misura del 40%, mentre il restante 60% resterebbe al Comune come socio di maggioranza. Di fronte ad una prospettiva del genere c’è stata la presa di posizione di comitati spontanei , di associazioni, e anche di partiti come Rifondazione comunista. Sono stati lanciati appelli, si è fatto volantinaggio, si sono raccolte firme, si sono tenute assemblee aperte a tutti per illustrare i rischi connessi ad un’operazione del genere, quali il peggioramento e l’aumento delle tariffe dei servizi erogati. Niente da fare. Il consiglio comunale , guidato da un sindaco di Sinistra e questo è il colmo, ha votato per questa parziale privatizzazione con l’appoggio anche di ruffiani e lecchini che avrebbero dovuto quantomeno fingere di fare opposizione. Alle forti critiche seguite a mezzo stampa a questa amara vicenda, è seguito un comunicato stampa dell’Amministrazione che mette in ridicolo il movimento spontaneo travisando la verità, giacchè la comunicazione di lor signori non è mai veritiera e tende sempre alla propria esaltazione e autoassolvimento. Mi scuso per essermi dilungata, ma volevo far capire che, nonostante l’attenzione dei cittadini, molte decisioni vengono prese contro di loro, che è difficile se non impossibile, contrastare questa politica dove si maneggiano troppi soldi e dove confluiscono troppi interessi ,che il sistema purtroppo è granitico nel suo marciume. Tuttavia bisogna continuare a resistere. Cordiali saluti a tutti voi

  8. Io credo che sia necessario chiarire che in Italia chi domina ed ha il potere e’ in realta’ una oligarchia economica che finanzia i partiti e ordina loro a chi e come ridistribuire tutti i soldi che gli italiani pagano di tasse.
    Ora, ogni partito ha i suoi finanziatori che poi riprendono i loro soldi attraverso le leggi ed i finanziamenti pubblici… Mostra tutto… Mostra tutto.
    Il partito comunista nel caso specifico e’ famoso per aver dato tonnellate di miliardi pubblici alla Fiat all’Olivetti, alla Finmeccanica, all’Enel, alla Telecom, ecc…. che invece di creare lavoro in Italia andavano ad aprire i loro stabilimenti all’estero per il beneficio esclusivo dei loro azionisti e dirigenti, mentre i debito pubblico cresceva per pagare tutti questi finanziamenti (oltre che le opere pubbliche a costi infiniti) e la gente veniva tartassata di tasse per pagare il debito pubblico.
    E questo per parlare del Partito cosiddeto Comunista….
    Degli altri e’ superfluo dire che fanno esattamente la stessa cosa.
    In aggiunta’ pero’ tutti riducono sempre piu’ i servizi pubblici utili per potersi accaparrare loro sempre piu’ soldi pubblici pagati dalle tasse appioppate alla gente.. Quindi… Comunque complimenti a te ti trovo molto piu’ intelligente ed interessata rispetto a quelle che erano le mie valutazioni iniziali. Congratulazioni…

  9. Condivido con Anna l’identificazione del fine della politica e della pubblica amministrazione, condivido con gli altri intervenuti la necessità di riacquisire servizi pubblici in gestione diretta soprattutto relativi alle risorse indispensabili come le acque, ed evitare la dismissione del patrimonio pubblico. E’ l’unico modo di difenderci da chi puo’ acquisire il potere di importi tariffe e prezzi incontrollabili e di controllare la nostra vita senza che i nostri rappresentanti diretti possano determinare il bene e gli interessi collettivi.
    Senza le risorse e i beni pubblici, il fine puo’ trasformarsi nell’amministrazione delle briciole rimaste alle collettività come mezzi simbolici.

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