Essere cittadino è un mestiere difficile. Consapevolezza e capacità critica del sistema sociale

l_c6d7aef009ec871195115a821055a2a4.jpgdi Anna VOIG

Capire la nostra società, è fondamentale per la costruzione dell’identità e la felicità di ognuno di noi, sia come singoli individui, che come cittadini integrati all’interno di una comunità (sociale).

Conoscere le strutture del sistema sociale nel suo complesso, è fondamentale per sapere che esso è plasmato dall’interazione di più soggetti attivi: i cittadini, le aziende, il sistema politico e, soprattutto, i media.

Il punto di partenza è capire meglio il lavoro di ogni attore sociale, cioè l’obiettivo finale, il perché esso esiste.

Tra tutti gli attori sociali, a mio avviso, quello che ha un’enorme responsabilità, è senza ombra di dubbio il sistema dei media (soprattutto tenendo conto di ciò che è accaduto e che sta accadendo nell’ultimo mezzo secolo).

Proprio per questo vorrei che tutti noi, potessimo comprendere appieno ed essere consapevoli una volta per tutte del fine ultimo del sistema dei media: il profitto (purtroppo!).

Un punto da tenere sempre ben fissato in testa è la distinzione tra fine e funzione. Il fine dei media è il profitto, la funzione invece dovrebbe essere quella di informare.

E il condizionale, amici, non è messo a caso!

Purtroppo, e non possiamo continuare a credere agli asini che volano; è passata (e già da un bel pò) l’era in cui sapere e informazione mediatica viaggiavano sullo stesso binario e se ci riflettiamo un attimo, il perché sta nella parola stessa: Informazione mediatica cioè mediata, passata prima “al vaglio” da qualche altro soggetto.

Questo succede perché quando c’è il profitto da perseguire, si dovrà “sottostare” per forza di cose a chi eroga il compenso economico e a chi permette la diffusione dell’informazione.

Ora, anche se nella storia questo “potere” di mediazione è stato ampiamente utilizzato per distorcere, manipolare e a volte addirittura inventare la realtà che ci veniva raccontata a seconda di cosa era meglio (o più vantaggioso) che noi credessimo, non dobbiamo spaventarci.

Il perché di questo atteggiamento positivo che propongo a tutti noi deriva, oltre che dalla forte fiducia nel mezzo di internet, dove l’informazione è davvero libera e senza profitto (quindi maggiormente vera e credibile), anche dalla conoscenza del fatto che in tv, sui giornali e alla radio (in misura minore) le informazioni seguono logiche legate alla spettacolarizzazione, leva principale dell’appetibilità della notizia e della sua conseguente trasformazione in audience e/o copie vendute.

Sapere questo, non significa avere un atteggiamento “sovversivo” del sistema mediatico che ovviamente non potrà mai cambiare …almeno non per ora! Tanto meno se ne vogliono prendere le distanze in modo incosciente e bizzarro.

La mia riflessione vede invece questa presa di coscienza come un punto di partenza per un miglioramento generale della nostra qualità di vita, del nostro livello reale di informazione e, di conseguenza, un miglioramento della società in cui viviamo.

Nessuno vuole delegittimare il sistema mediatico, ma dobbiamo però dare coscienza a quante più persone possibili che ciò che ci viene trasmesso dai media tradizionali è troppo spesso una spettacolarizzazione della realtà, un’interpretazione a volte anche caricaturata. Dobbiamo cominciare a decodificare nel modo giusto ciò che ci viene “somministrato” come una rappresentazione possibile della realtà, non come LA  REATA’  😉

Ma c’è di più.

Oltre al dover seguire queste logiche commerciali e di profitto, c’è un altro elemento di “disturbo” alla vera informazione: E’ il meccanismo di difesa del potere, che fa si che l’informazione (o, a questo punto, non informazione) divulgata, sia distorta, influenzata e manipolata.

Chi sarebbe mai disposto a divulgare una conoscenza reale dato che questo comporterebbe una perdita del suo potere? (un pò come accade per le ricette segrete e i brevetti)

La risposta c’è. Potrebbe farlo solo chi ha grande coscienza alle spalle, effettiva conoscenza delle cose che dice e, cosa più importante, non riceve alcun tipo di compenso o beneficio dalla pubblicazione della sua notizia.

La tv, i giornali, la radio non sono lo “scrigno” della conoscenza…anche se finora è quello che credevamo e che hanno sempre voluto farci credere….tanto chi mai se ne sarebbe accorto?

Avere la consapevolezza che accedendo a determinati mezzi di comunicazione, avremo una rappresentazione e non una verità assoluta del reale, è un primo passo importantissimo verso un’atteggiamento critico e intelligente di ciò che succede nella nostra vita sociale.

Per semplificare, potremmo traslare il concetto con questo esempio molto banale: Sapere che le guerre dei videogiochi sono rappresentazioni, non significa far calare la richiesta di questi giochi, destabilizzandone il mercato, anzi! Significa invece fare in modo che quei giochi siano percepiti come tali e non come realtà! Altrimenti, quanti ragazzi armati girerebbero per le nostre città?!?!! J

Questa riflessione, è dettata dalla personale convinzione che sia dovere “civico” di ogni stato/comunità e dei relativi operatori culturali mettere a conoscenza i cittadini delle dinamiche della società in cui vive. Abbiamo bisogno di trasparenza sociale e un pò più di verità!

Insomma amici, conoscere la struttura di tutti gli “attori sociali” e la relazione che si instaura tra loro, permette a mio avviso di orientarsi e non essere più passivi nella realizzazione e nell’evoluzione della nostra società.

Ho sempre pensato che essere cittadini sia il “lavoro” più difficile proprio per tutte queste riflessioni… ma che dite, ci riusciamo?

Vi mando un bacione grandissimo, spero di leggere presto i vostri pensieri a riguardo!

Anna Voig

 

Essere cittadino è un mestiere difficile. Consapevolezza e capacità critica del sistema socialeultima modifica: 2010-11-25T22:49:06+00:00da liberatorusso
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8 pensieri su “Essere cittadino è un mestiere difficile. Consapevolezza e capacità critica del sistema sociale

  1. Condivido in pieno che Internet costituisca un mezzo potente per veicolare informazioni da qualsiasi fonte, soprattutto dalle fonti dissidenti con il controllo mediatico della verità. Le parole delle persone che esprimendosi con competenza, assoluta libertà ed onestà intellettuale, hanno voglia di smentire cio’ che non si puo’ piu’ sopportare.
    Filippo

  2. mi piace questa frase Giovanna:
    -Chi sarebbe mai disposto a divulgare una conoscenza reale dato che questo comporterebbe una perdita del suo potere? (un pò come accade per le ricette segrete e i brevetti)-

    L’informazione nebulosa o deformata ha il preciso scopo di impedire la diffusione di tutte le opportunità sul lavoro, sullo sviluppo, sulla tecnologia, sulla ricerca, sulle ricette e brevetti fattibili in casa come accenni tu.

    Come fanno i grandi poteri in mano a pochi a mantenersi in sella, se la popolazione sforna fuoriclasse in ogni campo che risolvono problemi reali senza farne un mercato?

    Non potrebbero piu’ vendere un prodotto o un brevetto oblsoleto per anni e sostituirlo solo quando l’investimento è stato ampiamente coperto da profitti o il mercato non lo riceve piu’.

    (pensa ai farmaci o alla tecnologia per le malattie poco curabili, dove tutti noi paghiamo di tasca in modo legale, la volontà del profitto che non ammette la ricerca per la risoluzione della malattia, altrimenti cesserebbe il fatturato garantito a spese nostre e degli stati)

    Se si aprono le opportunità ai cittadini in base alle capacità, non si risolverebbero solo 10 bisogni nell’unità di tempo, ma probabilmente 10.000 nella stessa unità temporale.

    In quel caso chi detiene il potere dovrebbe investire nello sviluppo dando vero lavoro e creando benessere vero e non solo profitto elevato in cambio di un benessere simbolico.

    Giovanna sei forte.

  3. Leggendo il tuo articolo e le letture da te consigliate ho riscontrato che l’editoria digitale è stata importantissima per creare e diffondere informazioni in tutti i formati senza i filtri e gli sbarramenti posti dai media.

    Le tecnologia di videoregistrazione e produzione, economiche e di alta qualità hanno dato il potere di comunicazione ad attivisti di movimenti sociali ed a tutte le persone munite di un computer.

    Caricare video da Internet o la possibilità di aggiungere link ai siti web popolari come facebook e Myspace, hanno sviluppato l’uso della comunicazione di massa,

    questi sono nuovi valori e nuovi progetti di condivisione del pensiero senza limiti di frontiere nazionali.

    In pratica è un’esplosione di contatti senza limiti…e a parte le controindicazioni e l’uso distorto che si puo’ fare anche della rete……

    se questa libertà di scambio di informazioni continuerà, si formeranno forti basi di conoscenza globale per tutte le collettività, a dispetto di chi ha sempre manipolato la verità per secoli…..
    Un bacio a te Giovanna
    Sirio

  4. I media alternativi sono il principale strumento di azione di tutti i movimenti sociali e dell’individuo singolo.

    Questa è una fuga liberatoria dalle briglie dei media e dei sistemi politici nazionali,

    un’esplosione di idee personali, autentiche e creative, che si incontrano nei dialoghi, confronti, dibattiti, amicizie fra persone di ogni paese.

    In questo modo c’è uno scambio di opinioni che viaggia ad una velocità supersonica rispetto ai decenni precedenti,

    i flussi dei dati scambiati sono moltissimi,
    altro che menzogne dei media somministrate a gocce per secoli….

    il cerchio della conoscenza dei fatti si compone molto rapidamente nella testa della gente.

    si è verificato un flusso di interazioni con la piu’ alta probabilità di creare progetti comuni, idee comuni, strategie comuni, linguaggi comuni mediati e concilianti.

    Un bacione a te Giovanna per la provocazione su questi temi

    Filippo

  5. Se è vero quello che è stato detto da te e dagli amici riguardo al flusso di dati e di esperienze scambiate in Internet dagli anni 90 ad oggi, allora tutto questo è destinato a trasformarsi in arte e creatività.

    In ogni ruolo l’arte deriva da uno scambio di esperienze fitto e continuo nel tempo fra individui di tutto il mondo.

    La creatività esiste già in natura.

    Il motore per farla crescere e mantenerla costantemente attiva è proprio la grande densità di interazioni senza limitazioni territoriali, razziali, politiche o sbarramenti posti dai poteri forti.

    Gli sbarramenti sono stati strategicamente creati per evitare che l’innalzamento della cultura e della creatività media si traducesse in un pericolo per chi teme la concorrenza economica, politica e l’emancipazione delle masse.

    Se il popolo è veramente emancipato, sa riconoscere la verità, la gente non accetta piu’ di essere dominata dagli asini che continuano a stare al comando….

    la gente sa imporsi fini, obiettivi e strategie comuni, le persone sono piene di digerire fesserie, hanno una gran voglia di agire, sentirsi attivi, utili e motivati.

    Un bacione alla nostra Comunicatrice Pubblica piu’ bella

    Roby

  6. Quindi attraverso la rete sta succedendo quello che in senso simbolico e sostanziale è sempre successo nell’arte ed in particolare nel Jazz,

    dove questa pratica di dialogare in musica fra etnie diverse, ha portato ad una sintesi delle esperienze e letterature appartenenti a diversi secoli e a diversi continenti.

    In pratica la conoscenza globale della musica si è evoluta talmente rapidamente in senso strumentale e vocale anche rispetto alla composizione scritta.

    Linguaggi musicali di continenti diversi già formati e definiti, messi insieme hanno portato alla luce una perla di linguaggio musicale farcito con tutti i sapori delle armonie, melodie e ritmi di ogni regione che ha ricevuto il jazz in casa propria.

    Questa sintesi si è realizzata in un tempo relativamente breve, in poco piu’ di un solo secolo di libera espressione della creatività e del pensiero musicale scambiabile.

  7. …allora…. come per la scienza sociale, la politica ed il loro sviluppo tramite la rete, nel jazz il comportamento è stato …. ascoltarsi, imitarsi, suonare le idee proprie e quelle altrui….
    …….di nuovo ascoltarsi, miscelarsi, e poi suonare quello che hai in testa… e continuare il ciclo…
    In pratica… dopo un po’ il linguaggio dei musicisti, inizia a diventare collettivo, pieno zeppo di vocaboli e forme dialettali simili e consolidate…..
    …..a quel punto l’iniziativa individuale non fa che progredire insieme al linguaggio comune, riattivando senza interruzione il ciclo di emozione, ascolto, emulazione, libera espressione, fusione delle idee, ricerca e soddisfazione…

    questo significa che i movimenti sociali possono definire i veri bisogni collettivi e le strategie per conquistare una vita migliore per tutti su questo pianeta….

    Tutto dipende dall’intensità delle interazioni e dalla quantità dei dati scambiabili tramite i media alternativi.

    Anche le reti dei cellulari svolgono una funzione di questo tipo.

    Non illudiamoci però, siamo molto piu’ controllati di prima…

    Un abbraccio alla mia Comunicatrice preferita
    Riccardo

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