mercoledì, 03 giugno 2009
“VINCERE” di Marco BELLOCCHIO. Un racconto tragico oltre la storia
Un uomo ostinato, spregiudicato, forte dei suoi ideali a tal punto che osa sfidare Dio e lo invita a fulminarlo solo per dar prova della sua esistenza! Caparbia, sfrontatezza e un sorriso beffardo che, invece, colpiscono lei, la giovane e bella Ida DALSER il cui destino rimarrà segnato da quell'incontro. Benito MUSSOLINI era, all'epoca, il Direttore del giornale socialista l'Avanti!. Lottava e manifestava in prima linea alla testa di numerosi agitatori, antimonarchici e anticlericali. Agli occhi di Ida Dalser Benito MUSSOLINI si rivela sin dai primi incontri quasi un dio in terra, un sovrano assoluto e come tale è pronta a sacrificargli tutto, dai beni materiali alla sua stessa vita. Il regista del film Marco BELLOCCHIO, racconta così una pagina poco conosciuta della storia del duce riesumandola da un passato dimenticato o forse volutamente cancellato per dar voce alla dolorosa vicenda umana di una donna che fu, per amore, una vera e propria martire.
BELLOCCHIO affronta il Fascismo attraverso il dramma privato della DALSER, moglie ripudiata dal duce e madre del suo primogenito Benito Albino, rinchiusa in manicomio per essere ridotta al silenzio. Stessa sorte subirà il ragazzo. Nel film Storia e Politica si intrecciano in un nodo inestricabile in cui prevale la descrizione profonda dei caratteri e dei drammi umani e personali dei rispettivi protagonisti. E' certamente questo il risultato più alto che fa di BELLOCCHIO un regista straordinario e vincente! L'equilibrio che regge il film, sia nella sceneggiatura sia negli aspetti più propriamente tecnici, è molto delicato. Ma BELLOCCHIO riesce a superare le difficoltà con la consueta abilità nel tentativo di rimanere bilanciato. Ciò nonostante, "VINCERE" rimane un film dalle profonde ambivalenze, tanto incisivo ed efficace nella sua forma, quanto a volte opinabile per quanto riguarda il contenuto e le sue più dirette modalità di rappresentazione. Vincono anche determinate idee visive, come quando si alternano, si mescolano e si sovrappongono le immagini della finzione con quelle di repertorio storico dell'epoca, giocando spesso con elementi prettamente Futuristi come la sovrapposizione di titoli di giornale, documenti dell'epoca, proiezioni d'avanguardia che esaltano la maestria del montaggio. Ne vien fuori una realizzazione forte e potente grazie soprattutto all'ottima fotografia di Daniele CIPRI', volutamente cupa e chiaroscurata. Dalla qualità del prodotto finale e dalle tecniche di ripresa si direbbe un film americano.
La recitazione di Giovanna MEZZOGIORNO e di Filippo TIMI è semplicemente pazzesca e rendono al meglio, come poche volte si è visto in un film, l'insana pazzia di lui e l'avvicendarsi delle passioni in lei. Forse l'unico neo è quello di aver affrontato certi passaggi troppo velocemente, come per esempio quando Ida DALSER finanzia al duce l'avvio delle prime pubblicazioni del suo nuovo giornale il "Popolo d'Italia". In ogni caso il film è straordinario, pieno di flash back e di rimandi in avanti, ma sempre nel momento giusto e nel modo giusto. Non è certo il solito film di guerra o sulla storia del regime fascista; l'abilità di BELLOCCHIO è stata quella di raccontare un amore tragico finito nella tragedia che certamente ha avuto un contesto storico, ma la storia non ha mai offuscato la vicenda fra Ida e Mussolini.
VOTO: 8
Assolutamente da vedere
19:25 Scritto da: liberatorusso in cinematograficaMENTE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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