mercoledì, 10 giugno 2009

Ecomusei: un'occasione da non perdere

locandina-ecomuseo_febb_08.jpgSe la museologia italiana classica, cioè quella relativa ai grandi musei storici, delle pinacoteche famose, dei musei archeologici e dei musei etnografici, non ha ancora identificato la via attraverso cui queste istituzioni riusciranno in un prossimo futuro a modificare il proprio rapporto con la società, e a diffondere una cultura meno accademica che in passato, in tutto il territorio nazionale si sta sviluppando una museologia minore, lontana dalle grandi manifestazioni culturali. Si tratta di una museologia fatta di musei destinati a raccogliere testimonianze della cultura materiale e oggetti un tempo d'uso comune il cui significato e la cui utilità si vanno perdendo, musei legati a un territorio limitato e volti a raccontare piccole storie locali, a ricordare le proprie radici a comunità non più grandi di un villaggio.


Che si chiamino definiti ecomusei o che si chiamino, con un termine più felice, musei di identità, per ricordare la loro funzione di testimonianza, di conservazione e di ricordo, questi piccoli musei svolgono un ruolo sociale importante e hanno un significato che dovrebbe mettere sull'avviso la sonnolenta politica culturale ministeriale. Essi sono nati, e nascono ancora, per volontà delle comunità locali, non sono imposti per creare avvenimenti di richiamo, per attirare il turismo di massa, o per creare un business culturale, ma prendono origine dalla necessità che ogni comunità ha di ricercare le proprie radici e di stabilire la propria identità. Il fenomeno degli "ecomusei", e cioè questa nascita spontanea di innumerevoli musei in comunità locali, questo desiderio di ripercorrere e fissare nella memoria la propria storia, ha in Italia un solo precedente. Tale precedente è il fiorire degli innumerevoli musei del Risorgimento e della Storia Patria che negli ultimi decenni del XIX° secolo furono istituiti su input politici un po' dovunque, in grandi città come in piccoli paesi.

In essi si ricordavano gli eroi nazionali, ma anche il coinvolgimento delle comunità locali nelle battaglie per l'indipendenza, si ricordavano i morti e i piccoli ee, soprattutto, si ricercava negli oggetti del ricordo un'identità nazionale. Questo parallelismo dovrebbe far riflettere perché ha un significato politico. Infatti, come i musei dedicati alle vicende del Risorgimento perseguivano la finalità essenzialmente politica della creazione di un'identità nazionale, così anche i musei di identità hanno un preciso significato politico: essi indicano che nelle comunità locali sta sorgendo un bisogno irrefrenabile di conoscere le proprie radici e di rivalutare la propria identità, per quanto piccole e limitate esse siano. Tutto ciò può essere sia negativo, sia positivo. E' negativo se il volgersi delle comunità locali alla ricerca della propria identità e alla valorizzazione del proprio localismo sostituisce un'identità nazionale venuta a mancare. E' positivo invece se il riconoscimento dell'identità locale si aggiunge alla consapevolezza di appartenere a una comunità nazionale. Se questo fosse il caso, sarebbe l'indizio che in Italia è in atto un processo straordinario, il rafforzamento dell'unità nazionale attraverso la coscienza delle diversità; un processo che rappresenterebbe uno smacco per i governi che si sono succeduti negli ultimi quarant'anni, per i quali la politica culturale consistette sempre nella negazione delle diversità, attuata attraverso l'accentramento della gestione dei patrimoni delle diverse comunità, giustificato con la necessità della tutela. Il fenomeno degli ecomusei sta vivendo, a trent'anni circa dalla nascita, una stagione di intensa attività. Gli ecomusei e più in generale la valorizzazione museale del patrimonio etnografico, territoriale o legato alla cultura materiale, attraversano un momento di diffuso e crescente interesse. In questo contesto di tutela e valorizzazione del territorio attraverso gli ecomusei, la Regione Molise sembra essere in forte ritardo per non aver ancora emanato i Regolamenti Attuativi. In diverse comunità locali sono già state avviate iniziative per valorizzare il territorio attraverso lo strumento degli ecomusei. Tali dinamicità rischiano di bloccarsi di fronte ai ritardi istituzionali della nostra Regione con conseguenti danni per una prospettiva di sviluppo eco-sostenibile di assoluto valore.

 

 

 

19:41 Scritto da: liberatorusso in antropologicaMENTE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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