martedì, 23 giugno 2009

Cinema: lo "Shanghai International Film Festival" parla italiano. "Si può fare" di Giulio Manfredonia vince il Jin Jue Award per la miglior sceneggiatura

Immagine 455.jpgDal 13 al 21 giugno 2009 ha avuto luogo a Shanghai la 12ª edizione dello Shanghai International Film Festival, l'evento cinematografico più prestigioso dell'intero territorio asiatico. Per la sua unicità e per la doppia veste di Festival/Mercato, lo Shanghai International Film Festival rappresenta ormai un appuntamento chiave per la film industry asiatica e non solo. Particolarmente rilevante è stata la presenza italiana organizzata e coordinata da Cinecittà Luce - Filmitalia, in partnership con l'Istituto Nazionale per il Commercio Estero (ICE) e con il contributo del Ministero degli Affari Esteri. Le selezioni italiane del Festival di Shanghai, organizzate a Roma da Cinecittà Luce - Filmitalia nello scorso febbraio, hanno portato a un totale di ben tredici titoli. In Concorso ufficiale, al vaglio della prestigiosa Jin Jue Competition Jury presieduta dal regista Premio Oscar Danny Boyle, per la prima volta sono stati selezionati due titoli italiani: "SI PUO' FARE" di Giulio Manfredonia e "LA STRATEGIA DEGLI AFFETTI"di Dodo Fiori, quest'ultimo in anteprima mondiale. Il 12° Shanghai Film Festival ha visto il trionfo di una coproduzione danese e svedese intitolata "Original".


Immagine 473.jpgMa quest'anno il Festival ha parlato anche italiano. Infatti come migliore sceneggiatura sono stati premiati con il JIN JUE AWARD Fabio Bonifacci e Giulio Manfredonia per il film "We can Do That" (titolo italiano "Si può fare"). A ritirare il prestigioso e ambito premio cinese è stato lo stesso Giulio Manfredonia, presente a Shanghai insieme alla moglie ed attrice Rosaria Russo e ad una nutrita delegazione di registi ed attori italiani. Quello per "Si può fare" è il maggiore riconoscimento ottenuto da un film italiano al Festival di Shanghai, segno di una sensibilizzazione e di un interesse che crescono di anno in anno. Continuando con i premi assegnati dalla giuria dello Shanghai Film Festival, che aveva tra i propri membri anche l'attrice americana Andie MacDowell e il regista di Hong Kong Andrew Lau, "Original" ha fatto en plein, vincendo anche il premio per il migliore attore con l'islandese Sverrir Gudnason. All'attrice danese Simone Tang è andato invece il premio quale migliore attrice per la sua performance nel film "Aching Hearts". Quello quale migliore Immagine 477.jpgregista è andato invece a Julius Sevcik per il thriller Ceco "Normal". Migliore colonna sonora per il film Sud Coreano "Rough Cut" e composta da Roh Hyoung-woo. Migliore fotografia al francese Nicolas Guicheteau e Hans Meier per il film "Nowhere Promised Land". Per quanto riguarda i cinesi due i premi a loro assegnati dalle giuria: al film "The Search" (Gran Premio della Giuria) e "Empire of Silver" (Premio della Giuria). Sedici i film in gara provenienti da dieci paesi, per un Festival del Cinema cinese che prima di tutto è uno spazio che cerca di "aprire" uno spiraglio per sempre maggiori collaborazioni tra filmografia cinese ed occidentale, una sorta di ponte tra le due culture cinematografiche. E qualcosa in tal senso si è già realizzato, visto che il mitico Quincy Jones, giunto a Shanghai per la cerimonia di chiusura del Film Festival, ora assieme al compositore Tan Dun, sarà impegnato nella creazione della colonna sonora per l'EXPO 2010.

Per quanto riguarda noi italiani, il premio vinto ieri è un piacevole segnale in terra d'oriente che, parafrasando il titolo del film italiano premiato, sembra rincuorare almeno su un punto: Si può fare!!!

 

00:29 Scritto da: liberatorusso in cinematograficaMENTE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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