venerdì, 30 aprile 2010
Acquaviva Collecroce. La Festa del Maja, tra folklore e storia
Acquaviva Collecroce (CB) _ Il calendario delle manifestazioni che animano le città del Molise e dell'Abruzzo si fa sempre più intenso, specie nel periodo primaverile che coincide con le ricorrenze e le rievocazioni dell'antica società rurale. Sono tante le ragioni per far festa e ogni evento è per le comunità locali l’occasione attesa per confermare identità e radici, mentre per il turista diventa un’opportunità per accostarsi alle più genuine e sentite espressioni della cultura e del folklore di un determinato territorio. Come spesso accade i prodotti tipici locali sono protagonisti di feste e sagre di paese che si riallacciano alla grande tradizione culinaria: trionfano il tartufo bianco e quello nero, il grano e i frutti della sua lavorazione, i salumi, i formaggi, i vini pregiati. Spettacolari atmosfere d’un tempo si respirano nelle manifestazioni legate ai cicli della natura o alle ricorrenze religiose.
Il 1 Maggio ad Acquaviva Collecroce, in Molise, la più importante festa è quella del "Maja". E' una antica tradizione per propriziare un buon raccolto: un fantoccio a forma di cono viene portato da un uomo attraverso le strade del paese mentre i giovani del posto cantano in coro. Molto particolare anche l'usanza della "Smarceka" che avviene nel periodo natalizio. Su un tronco di albero viene accesa una grande torcia fatta di pezzetti di legno, la stessa poi viene posata sul portale della chiesa parrocchiale. Acquaviva Collecroce è uno dei paesi più affascinanti e caratteristici del Molise. Il luogo, già frequentato in epoca molto antica, assunse dei lineamenti ben definiti soltanto nel periodo Medioevale. E' uno dei tre paesi molisani d'origine slava, i primi slavi si menzionano già nel 1297 che per come Milan Rešetar (Studioso) afferma non possono essere gli antenati diretti della popolazione d'oggi, dato che il dialetto di Acquaviva e degli altri paesi hanno tratti linguistici che si sono sviluppati nel croato comune solo molto dopo questa data.
fotografia di Franco Papiccio (dal sito web: http://www.kruc.it/)
18:48 Scritto da: liberatorusso in tradizionalMENTE | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
Non si dice Smarceka ma Smrčka.
La supposta menzione degli slavi nel 1297 non esiste nella bolla di Bonifacio VIII, in cui si diceva che ci fosse.
Nella bolla è citato soltanto il Monastero di Sant'Angelo in Palazzo, in agro di Acquaviva. Non si parla di Slavi o Schiavoni.
L'interpolazione è dovuta A Mons. Tria che, nel 1700, scrisse la storia di Larino e della sua diocesi
Scritto da: Giovanni Piccoli | venerdì, 15 aprile 2011
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