domenica, 18 luglio 2010

I MONOLOGHI DELL'IO. Cromosoma XX. Caos e modernità

liberato.jpgdi Liberato RUSSO

Suona così maledettamente forte, sale da quella strada infuocata il lamento di un clacson impazzito... E ancora, e ancora, diviene sempre più assordante, s'insinua nei timpani e non smette... Batte come un martello e vibra nella testa già fin troppo affollata da parole e immagini di una settimana densa di ansie, di dolori, di meraviglie, di freddi silenzi di circostanza...

manichini.jpgNon riesco più a sentire il silenzio vero, quell'assenza di tutto in cui percepisci solo il battito del cuore quando il sangue scivola caldo nei tunnel venosi del tuo corpo stanco e colora di rosso la vita! Nulla di tutto questo! Cos'è il silenzio?? Non lo so più, non so che voce abbia quel momento di salutare assenza; eppure dovrà esserci un posto in cui, dopo esserti liberata dai lacci e dai cocci della frenetica quotidianità, poggiare la testa sul cuscino significa avere l'opportunità di guardare liberamente il soffitto blu della tua stanza per sentire solo l'armonia del respiro, senza pensare, senza cercare, senza dover sfidare gli eventi e il tempo!

Neanche a dirlo e tra le altre cose mi risulta persino difficile pensarlo... Se non fosse per questo frenetico e becero strombazzare di auto, forse potrei riposare adesso, trovare la gioia di annaffiare i miei fiori colorati che lì, sul balcone di casa, probabilmente cercano la morte, piuttosto che essere spettatori  inermi del frenetico passare di un orda imbalsamata di uomini e di donne alla ricerca della propria anima, che si muovono col tic della sopravvivenza per continuare a viversi addosso ripetutamente e senza senso!


Dio sa che settimana è stata questa al lavoro, con un titolare stizzito e perdutamente innamorato in attesa di un sms mai giunto a destinazione e i creditori che nel frattempo bussano alla porta perché non hanno più tempo né voglia di aspettare! Ma lui vive avulso dalla realtà quasi fosse alieno alla terra, lasciando sulle mie spalle un'azienda che rischia il tracollo mentre si illude ancora una volta di rimandare tutto a domani... Nel frattempo si adopera convulsamente  ad accogliere sorrisi e battiti di ciglia di ragazze imbellettate che cercano lavoro, che annaspano per non affondare, che vivono di  buffi rimedi e frivolezze, tanto domani è un altro giorno!

Ah... che vita!! Oggi è un pallido venerdì... chiudi le porte dell'ufficio e credi di poter entrare in un'altra dimensione, quella vera, quella della vita che parla al cuore, fatta di relazioni umane particolari, di affetti, di sogni... Ma quel clacson ormai su di giri è lì a ricordarmi il furore che c'è lì fuori, la smania dell'attesa,  la prepotenza e l'arroganza dei primi della classe, il frettoloso via vai di un popolo che va su tutte le furie per un minuto perso, un minuto che non può non essere al passo con il ticchettio nevrotico dello scorrere del tempo! E quel suono che spacca i timpani diviene un lamento, un pianto amaro che logora l'esistenza, schiacciata irrimediabilmente in uno spazio che non riusciremo mai a sentire veramente nostro!

Questo è ciò che accade lì fuori e mi vien voglia di chiudere porte e finestre, sigillarmi all'interno del perimetro della mia casa, dove immagino ci sia ancora uno spazio bianco e semplice che si lascia pensare, amare, intendere, respirare! Ma forse non è così...

Percorro le vie della città nuova con la mia vecchia bicicletta, compagna di viaggi, di partenze, di ritorni, umiliata e offesa dal veloce e sbeffeggiante andirivieni di auto cromate che sputano fumi e veleno. Eppure  son convinta che il mio mesto pedalare ha una marcia in più, quello della gomma smerigliata che si lascia amare in tondo da un susseguirsi di raggi metallici che la spingono sull'asfalto ancora caldo... E in quel mio felice andare lento verso casa in fondo sono io a vincere sul mondo o almeno sulle sue acrobatiche follie!

La abbandono nel cortile ma solo fino a domani, perché anche lei ha un anima, quella catena nera e oleosa, volontà  del suo ameno andare, che non può certo fermarsi, perché fermarsi troppo a lungo significherebbe soccombere alla ruggine ... e la ruggine per lei è l'anticamera della morte! Quando sali e sei sul pianerottolo di casa varcando l'uscio pensi di entrare nel tempio dell'amore, isola felice che non conosce lo scherno del tempo e le ingiurie metropolitane. Entri sì... ma ti accorgi che il morbo,  protagonista d'una indifferenza  sconfinata, è riuscito ad infiltrarsi anche nell'alcova delle piccole cose segrete e degli affetti più cari! Non conosce mura, finestre, barriere... lui sa qual è la sua missione: disfare, ammutolire, ghettizzare la felicità, quel mondo semplice fatto di piccole cose quotidiane che hanno ancora l'odore di pane fresco e di bucato!!

Buonasera a tutti! Ciao ragazzi...!! Riverbera lungo il corridoio la mia voce allegra, ma quella piccola gioia, bianca e tonda come una perla degli abissi, si stempera e scema presto, visto che l'unica risposta è il nulla che non è solo silenzio ma caustica ostilità!

Giulio è ipnotizzato dal ciarpame della tv, tra notizie di ancorman fedelmente servili e dal sorriso di circostanza  e splendide veline dalle forme siliconate, emblema di questo nostro tempo! Luca è in piazza, ma non quella sotto casa, cosa avete capito? E' su quella virtuale!! Sono settimane che non esce per non mancare ai quotidiani appuntamenti fecebookiani; ed è un parlare, un incontrarsi, un ammiccare continuo e nevrotico di faccine felici e sorridenti ma senza voce! Un'incredibile solitudine che ha come unica speranza quel monitor acceso all'infinito, unico testimone di amicizie, di amori... e di adulteri!

Vanessa è nella sua stanza, stesa sul letto come tutte le sere morbosamente vittima di un cellulare che non solo brucia energia ma consuma amori fugaci, i primi sentimenti adolescenziali, le prime amorevoli incomprensioni!

Tutto questo apatico silenzio, voracemente messo in atto da questo morbo tremendo che ottenebra le facoltà degli esseri umani trasformandoli in corpi senz'anima! Siamo arrivati a questo punto, viviamo l'acme di una moderna tragedia, di individui simili ma che non sanno colloquiare, che non discutono, che non comprendono e non si confrontano, che delegano a medici o fattucchiere,  tanto ci sarà sempre qualcuno in tv a parlare, a dare ricette, a leggere le carte o a fare carte false per propinare assurde verità; oppure sarà più semplice con un click chattare e creare valore aggiunto, tanto tutto fa brodo!

A proposito di brodo... Sai, non vale nemmeno più la pena cucinare... quelli di là, i miei amati manichini, avranno già  mangiato uno di quei loro cibi in scatola o qualche hot dog immerso in salse colorate e piccanti! In fondo davvero non vale la pena stare in troppe faccende affaccendata, sedersi a tavola cercando di rompere l'arcano incanto con i sapori di pietanze antiche e prelibate! Probabilmente nemmeno le ricette della nonna risveglierebbero la loro identità. Certo, sarebbe una possibilità in più per vedere da vicino i loro occhi inebetiti e spenti che, se casomai rispondono a qualche stimolo, è solo per inerzia! Non vale la pena perché ormai è certo che devi tacere: i miei consigli di moglie e di madre trovano il loro surrogato in fantomatiche presentatrici tutto fare che con i loro programmi creano false attese senza lasciare più spazio ai sogni, quelli veri!

Così questo venerdì che volge al termine è presagio di ciò che resta della nostra specie: scatole vuote, numeri fissi, senza capire!

La notte si avvicina ed anche quella oggi è un momento edulcorato che ha perso la semplicità delle ore liete del passato, quando chiudevi gli occhi e ti affidavi ai sogni, alle favole, ai ricordi...

Oggi le ore buie non conoscono più la luce bianca delle stelle, il canto della luna, letto di desideri e di frivolezze! Oggi la notte porta nevrotici sussulti e se vuoi almeno un sonno piatto ed incolore devi affidarti a chimici sonniferi che certo non hanno il potere benefico delle favole, ma che spengono comunque la luce all'intelletto!

I sogni...?? Sono di plastica anche quelli, riflesso di una quotidianità senza  stimoli, muto vagare artificioso nell'universo delle idee, lontano dalla semplicità di ieri, da sogni e desideri che volavano tra pianeti e stelle a bordo di un treno, turbine veloce a cavalcare l'immenso arcobaleno!

Se provo a raccontare questo mio semplice sognare inizio a sentirmi gli occhi dei moderni  venusiani addosso... Ti guardano circospetti, ti fissano senza nemmeno respirare, come fossero in un'ipnotica apnea... E mi sento fuori luogo, un avatar che desidera tornare su Pandora e rivedere al più presto la sua gente ed il suo mondo blu!

16:10 Scritto da: liberatorusso in creativaMENTE | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

vivere, sognando di essere tutto e niente contemporaneamente, è l'unica vera libertà grande che abbiamo...
...stigma sei un pazzo,un pazzo inquietante...Love.
SBR

Scritto da: Ro | lunedì, 19 luglio 2010

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