venerdì, 25 febbraio 2011
"A cuore aperto": Sergio Rubini incanta il Teatro Savoia di Campobasso
CAMPOBASSO _ Liberare l'anima e parlare "a cuore aperto", con la sincerità necessaria di chi si affida e si racconta. Questa è la chiave di lettura, la condizione necessaria di chi ama scrivere e di chi ama leggere la poesia. Versi da leggere, passi da raccontare e un'emozione indimenticabile che un grande attore del cinema italiano sa trasmettere al pubblico pronto a farsi traghettare nelle acque ora tempestose ora tranquille della poesia del novecento. I versi raccolti da Rubini per questo progetto, da Neruda a Sanguineti passando per Pavese e Prevert, ma anche per Totò ed Eduardo, evidenziano gli infiniti rimandi della poesia al linguaggio delle immagini di quel cinema che proprio nel Novecento ha raffigurato l'amore, raccogliendone impeti, passioni e contraddizioni. La tournèe dell'attore pugliese ha calcato per ben due volte (mercoledì e giovedì sera) il palcoscenico del Teatro Savoia di Campobasso per un pubblico numeroso, attento, composto... insomma il pubblico delle grandi occasioni!
La musica dal vivo ha contribuito a infondere un'atmosfera particolarmente intensa che ha permesso allo spettatore di scivolare "a cuore aperto" nel clima del secolo passato. Teatro e cinema come in un pout-pourrì di immagini, odori, sapori tanto cari alle nostre generazioni tanto di ieri quanto di oggi! Sergio Rubini si conferma ancora una volta un singolare e straordinario attore non solo cinematografico ma anche teatrale. L'antologia poetica portata in scena "a cuore aperto" è una lettura straordinaria della vita del secolo appena trascorso con i suoi pregi e le sue brutture, con le sue ansie e le sue attese, con la voglia di ricominciare e con la forza di valori autentici che oggi purtroppo sembrano vacillare.
E' un Rubini inedito quello visto ieri sera sul palcoscenico di Campobasso che, però, non tradisce il grande amore per il Sud. Sulle prime si potrebbe restare po' perplessi: agli occhi di chi al cinema ha amato soprattutto quella meridionalità ironica diventata il suo carattere distintivo fa da contraltare un'interpretazione sobria, matura, misurata ma sempre autentica che regala vivacità e pathos ai versi poetici, specialmente quelli più carichi e voluttuosi di Pablo Neruda.
Un cuore che Rubini sbuccia poco per volta fino a spalancarlo definitivamente con la poesia partenopea del grande Eduardo De Filippo. Ed è proprio nella veracità napoletana che Sergio Rubini si riconferma uno dei più grandi interpreti di quel Sud che l'attore e regista pugliese non si è mai stancato di analizzare e di raccontare, anche con coscienza critica, nel corso della sua carriera.
"Il mio approccio con la poesia - racconta sul palco del Teatro Savoia di Campobasso - è stato lo stesso della maggior parte degli adolescenti costretti dagli insegnanti o dai genitori ad imparare a memoria versi e strofe: una gran rottura di balle!".
Sarà invece il rapporto con il padre, umile ferroviere con la passione per il teatro e per la poesia, confessa, a svelargli il fascino della parola e le infinite sfaccettature dell'interpretazione. Da Neruda a Sanguineti, passando attraverso Eduardo e Puškin e senza dimenticare di rendere omaggio a Shakespeare per il quale Rubini si fa addirittura Desdemona!! Le immagini evocate durante lo spettacolo si animano e si colorano grazie ad una colonna sonora che spazia dal jazz allo swing.
Il risultato è che un grande Sergio Rubini regala uno spettacolo intenso, da godersi, appunto, "a cuore aperto".
22:59 Scritto da: liberatorusso in artisticaMENTE | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
Irripetibile l'attimo di dolorosa estasi creato da Rubini....
Scritto da: Asia | sabato, 26 febbraio 2011
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