sabato, 02 aprile 2011

Termoli. Per le vie del borgo antico, attraverso la memoria...

checchia2.jpgdi Lucia CHECCHIA

Scavare nel passato per rinvigorire la memoria attraverso il racconto, la testimonianza, attraverso la storia vissuta da un popolo che ha segnato il cammino di una città.

Attraverso i segni, attraverso i gesti, semplici o complessi che siano, una comunità testimonia la volontà di "fare", di esprimersi, di lasciare un marchio tangibile nella vita di ciascuno ma anche nella collettività che si esalta nelle tradizioni, usi, valori autentici.

 

carceri via roma.jpgLa storia racconta la nostra amata Termoli, una città che si lascia "raccontare", che si libera nelle parole di chi ha vissuto vicissitudini e gratificazioni, dolori e benessere, inganni e amori, una quotidianità che spesso è ancora un mistero, specie agli occhi delle giovani generazioni. Termoli e i suoi monumenti, i suoi vessilli, le sue piazze... Termoli e le strette vie di un borgo che oggi sfocia e si ramifica nelle terre circostanti.... Termoli e le parole di coloro che hanno lasciato questo mondo ma che vibrano ancora nelle famiglie, tra gli amici, nell'atmosfera cristallina che sovrasta i ricordi.

Per le vie antiche del paese è facile scorgere la memoria storica e architettonica, quella passata e quella più recente, ancora viva nel ricordo dei nostri padri, luoghi che sembrano così lontani nel tempo ma che in fondo raccontano ancora del secolo passato...


carceri folla incuriosita.pngTra le case antiche, in quella che oggi è Piazza Duomo, il cuore del borgo, un tempo c'erano le carceri mandamentali, luogo di privazioni, di solitudine o di tormento per i detenuti. Negli anni a cavallo tra il 1947 e il 1948 la storia locale racconta che sei detenuti evasero dalle carceri mandamentali di Termoli sgozzando l'allora guardia carceraria Giuseppe Cannarsa. Sua moglie si salvò fingendosi morta. Lo scenario di questo evento delittuoso fu l'edificio sito nel cuore del Borgo antico con ingresso in Via Duomo n. 15. Il fabbricato, all'epoca di proprietà della famiglia Norante di Campomarino, venne preso in affitto dal Comune di Termoli a partire dal 1927 dopo che, a causa del crollo della volta, erano state abbattute le vecchie carceri di Via Roma. Le carceri di Via Duomo si trasferirono alla fine degli anni Settanta nei locali dell'attuale comando dei vigili urbani, nei pressi dello stadio comunale di calcio.

Dirette dal pretore, le carceri accoglievano detenuti che dovevano scontare pene per un massimo di 6 mesi e fungevano da transito per i detenuti che da Pescara e Ancona dovevano essere trasferiti a Campobasso e per i detenuti che da Campobasso dovevano essere trasferiti al nord.

carceri via duomo.pngI detenuti arrivavano tre volte alla settimana a bordo del vagone cellulare alla stazione di Termoli e da lì venivano condotti alla sede carceraria con le mani incatenate. Transitavano a Termoli detenuti di ogni sorta e il loro arrivo faceva radunare la folla incuriosita.

C'erano 4 stanze per gli uomini e una stanzetta per le donne, per cui al massimo potevano essere incarcerati 12 uomini e 4 donne.

Custodi del carcere dal 1952 al 1980 furono i coniugi Barone. Durante la loro permanenza all'interno del carcere era direttore il pretore Francesco Cancellieri sostituito poi da Giuseppe Nazzaro.

Per il vitto del detenuto provvedeva una donna, la signora Adelina, la quale serviva la colazione alle 8, il pranzo alle 11 e la cena alle 18. Non era possibile avere l'ora d'aria a causa dell'inadeguatezza della struttura e si aveva diritto alle visite solo una volta alla settimana per un massimo di mezzora e con il permesso del pretore.

carcere termoli.jpgIl custode era affiancato sempre da una donna nelle sue mansioni. Egli infatti non poteva avvicinarsi alle carcerate, per lo più prostitute, per evitare il rischio di essere accusato di violenza nei loro confronti. I custodi vivevano in un appartamento all'interno delle carceri.

E così, la quotidianità di un tempo si fa racconto, diviene testimonianza, per non dimenticare, perché le radici autentiche del nostro comune sentire si possono rintracciare anche nelle piccole cose, negli aneddoti, nelle emozioni di gente comune che ha regalato il cuore a questa città!

20:58 Scritto da: liberatorusso in storicaMENTE | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Mi commuovono queste immagine:puirtroppo...li ricordo benissimo!!!

Scritto da: Pasquale De Santisrtrocordo | lunedì, 04 aprile 2011

mi commuovono queste immagini: purtroppo,li ricordo benissimo!!!!!

Scritto da: Pasquale De Santisrtrocordo | lunedì, 04 aprile 2011

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