giovedì, 13 ottobre 2011

Comunicazione e informazione: la sfida di Internet

2145969331.jpegdi Anna VOIG

Amici carissimi, come state?

Questa volta, dopo la nostra ultima discussione sugli stereotipi, vorrei confrontarmi con voi sull’importanza di Internet nella nostra realtà. Un’importanza che deve essere analizzata ad un livello un po’ più profondo, e in grado di scorgere dinamiche a cui spesso non pensiamo. Comprendere e farsi comprendere nell'era contemporanea è una delle esigenze più importanti per la nostra socialità, ma il comunicare oggi, è più che mai differente da quello che è stato in passato. Proprio per questo motivo è importante avere consapevolezza di come viene strutturato (e troppo spesso manipolato) l’universo della comunicazione mediatica e dell’opinione pubblica in un Paese, il nostro, che almeno sulla carta porta avanti principi democratici.

L’informazione è materia prima del processo lavorativo in quanto conoscenza ed è anche strumento di coordinamento per le reti di produzione ma soprattutto, costituisce il tassello principale di esercizio del potere che non passa attraverso il controllo dello stato, bensì attraverso il “governo” dei media, tanto di quelli antichi che di quelli moderni.

La comunicazione, a mio avviso, non è semplicemente uno strumento di trasmissione, né un mero mezzo di informazione, piuttosto è un’ "opportunità" di confronto. E’ in questo scenario che Internet ha il ruolo di medium alternativo che più di tutti gli altri può esprime un contropotere con cui i media “mainstream” devono confrontarsi in modo sempre più frequente e trasparente.

 

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martedì, 24 maggio 2011

"Stereotipi e luoghi comuni": i preconcetti del nostro pensare

9925_1217973602807_1032897227_704110_1455862_n.jpgdi Anna VOIG

"Amici miei, come state?

Eccomi pronta per un nuovo incontro!

Dopo le nostre ultime chiacchierate torno da voi con una nuova riflessione, questa volta sugli stereotipi che troppe volte governano (e spesso limitano) i nostri processi percettivi nella vita di tutti i giorni.

Durante lo studio di alcuni testi universitari, e in particolar modo uno dell’autore Walter Lippmann sono emerse valutazioni interessanti, che vorrei condividere.

Pare infatti che ciascuno di noi vive ed opera su una piccola parte di superficie terrestre vedendo, di tutti gli avvenimenti pubblici che hanno vasti effetti, al massimo una sola fase o un aspetto.

Inevitabilmente, le nostre opinioni coprono uno spazio più ampio e debbono quindi, essere costruite sulla base di quello che ci viene detto dagli altri. Il fatto è che sono pochi i fatti che la nostra coscienza registra come effettivamente sono… la maggior parte di essi sono appunto costruiti attraverso un resoconto prodotto da colui che ha potuto osservare “di persona” il fatto in questione.

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domenica, 06 marzo 2011

Comunicazione e Potere: per non cadere nella "rete delle illusioni"

VOIG.jpgdi Anna VOIG

Amici cari, ben ritrovati! Come state?

È un pò di tempo che non ci incontriamo... ho avuto qualche esame di troppo all'università!

Anche questa volta, voglio coinvolgervi in quello che ho studiato durante questa assenza perché, come sapete, quello a cui più tengo è sapere il vostro punto di vista, confrontarmi con la vostra opinione.

 

L'argomento di questa volta, è un po' più profondo dei precedenti, dal momento che vuole dare consapevolezza di come accadono le cose all'interno della nostra mente, e come tali processi possano venir manipolati a nostra insaputa, nel bene o nel male.

Dunque, la mente altro non è che il processo di creazione e manipolazione di immagini mentali nel cervello. Il cervello è l'organo, la mente è appunto il processo.

Possiamo immaginare le idee come configurazioni di immagini mentali che corrispondono a frame, ovvero quadri cognitivi, cornici o schemi di conoscenza, acquisiti attraverso la nostra esperienza e, soprattutto, attraverso i racconti che abbiamo della realtà.

Costruiamo la realtà in reazione a eventi che il nostro cervello elabora in base ai propri modelli di riferimento.

Gran parte di quest'attività elaborativa è inconscia, e ciò avviene tramite un insieme  di corrispondenze istituite nel corso del tempo, tra le caratteristiche degli eventi e il catalogo di reazioni che il nostro cervello ha a disposizione.

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giovedì, 25 novembre 2010

Essere cittadino è un mestiere difficile. Consapevolezza e capacità critica del sistema sociale

l_c6d7aef009ec871195115a821055a2a4.jpgdi Anna VOIG

Capire la nostra società, è fondamentale per la costruzione dell'identità e la felicità di ognuno di noi, sia come singoli individui, che come cittadini integrati all'interno di una comunità (sociale).

Conoscere le strutture del sistema sociale nel suo complesso, è fondamentale per sapere che esso è plasmato dall'interazione di più soggetti attivi: i cittadini, le aziende, il sistema politico e, soprattutto, i media.

Il punto di partenza è capire meglio il lavoro di ogni attore sociale, cioè l'obiettivo finale, il perché esso esiste.

Tra tutti gli attori sociali, a mio avviso, quello che ha un'enorme responsabilità, è senza ombra di dubbio il sistema dei media (soprattutto tenendo conto di ciò che è accaduto e che sta accadendo nell'ultimo mezzo secolo).

Proprio per questo vorrei che tutti noi, potessimo comprendere appieno ed essere consapevoli una volta per tutte del fine ultimo del sistema dei media: il profitto (purtroppo!).

Un punto da tenere sempre ben fissato in testa è la distinzione tra fine e funzione. Il fine dei media è il profitto, la funzione invece dovrebbe essere quella di informare.

E il condizionale, amici, non è messo a caso!

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venerdì, 09 luglio 2010

PER UNA STAMPA LIBERA, PER LA LIBERTA' DI INFORMAZIONE

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venerdì, 02 luglio 2010

Politica, Pubblica Amministrazione e cittadini: la filiera delle responsabilità!

voig.jpgdi Anna VOIG

"Amici, come state? 

L'argomento sul quale vorrei confrontarmi con voi questa volta deriva da un riassunto di ciò che ho appreso durante le lezioni di comunicazione di quest'anno.

Un concetto frequente, e che condivido pienamente, è la differenza fondamentale che distingue la comunicazione della Pubblica Amministrazione da quella delle aziende commerciali:  "il fine".

Questa differenza comunicativa è importantissima, soprattutto perché nell'abito pubblico, gli obiettivi interni/esterni dovrebbero mirare alla condivisione e al coinvolgimento e le risorse sono limitate perché non si dovrebbero sprecare soldi!

Ma poi, sarà vero che le risorse finanziarie della P.A. non ci sono?

Un piccolo dubbio che questa inefficienza sia una comodissima volontà e non una impossibilità reale in effetti mi viene...a voi no?

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lunedì, 24 maggio 2010

"Per una cultura all'insegna della reputazione"

voig.jpgdi Anna VOIG

"Amici carissimi, ben tornati!

Questa volta vorrei parlare con voi sul significato della parola "CULTURA".

Durante una recente lezione universitaria, mi è capitato di affrontare questo argomento e devo dire, che le conclusioni sono state interessantissime e per nulla banali!

Voglio rendervi partecipi.

La definizione di "cultura" che è venuta fuori in quell'occasione, è che essa sia l'espressione di tutti quei valori e credenze acquisite durante la vita e attraverso lo studio; e che sono alla base del comportamento di ognuno di noi.

La cosa su cui si è soffermato il mio interesse è proprio il fatto che, a quanto pare, la cultura si manifesta attraverso il comportamento, l'agire concreto di ogni individuo e, in una visione più larga, dell' intera società.

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sabato, 01 maggio 2010

Lavoro. Punto e a capo.

liberato.jpgdi Liberato RUSSO

"Festa del Lavoro, Festa dei Lavoratori! 1 Maggio, momento di sintesi di una storia del lavoro che negli anni ha prodotto benessere, ricchezza, valori, crescita economica e culturale ma anche tragedia e morte quando questa storia ha coinciso con la lotta contro la sopraffazione per l'ottenimento dei diritti e delle libertà. Nel 2010 il panorama economico, sociale e culturale è cambiato, così come è cambiato il lavoro, indebolito da politiche che ne hanno minato le fondamenta. Viene da chiedersi se tra 10 anni sarà ancora possibile festeggiare il lavoro, purtroppo svilito e svuotato quotidianamente di ogni valore. Il lavoro, nei termini in cui viene concepito oggi, non conserva in alcun modo quello che di positivo si è conquistato negli anni di "lotta", dove lavorare significava essersi ritagliato una buona fetta di sicurezza per sè e la propria famiglia.

lavoro_0.jpgChi lavorava poteva fare affidamento alle proprie risorse e programmarsi il futuro contribuendo così al benessere di tutta la società. Oggi, ci si lamenta della nostra "crescita zero" a livello mondiale; se però facciamo un'analisi obiettiva le cause di questo fallimento sono facilmente rintracciabili, e non sono per nulla riconducibili a chi presta il proprio lavoro in modo precario, malpagato, instabile e umiliante, se consideriamo quelle categorie protette quali evasori,faccendieri e soprattutto falsi dirigenti che percepiscono anche 50.000,00 euro al mese. Penso perciò al sacrificio di tanti insegnanti che operano per la crescita culturale dei nostri figli e che vedono scritto nel loro futuro solo la parola "precario"; penso ai tanti giovani che non possono far altro che "accontentarsi" di fantomatici contratti a progetto; penso ai lavoratori extracomunitari che troppo spesso sono costretti ad accettare condizioni umilianti; penso anche alle piccole imprese e ai piccoli imprenditori che sono soffocati da un sistema di tasse e di oneri tributari che non consentono di fare progetti ad ampio raggio.
Tutto questo merita riflessione, proprio oggi, nella Festa del Lavoro; ma merita un'azione concreta tutto l'anno se vogliamo ancora creare ricchezza e valore aggiunto e consentire uno sviluppo serio e costruttivo ai nostri territori. AUGURI a tutti i lavoratori"!

sabato, 24 aprile 2010

“Per essere liberi, bisogna avere radici”.

n1032897227_194647_6481.jpgdi Anna VOIG

Cari amici, al di la del rimando pubblicitario in cui collochiamo questa frase, credo sia portatrice di un messaggio di notevole interesse. Eh già, come si potrebbe mai essere liberi, se non si hanno radici? In quel caso si sarebbe dei nomadi....e ancora non conosco un nomade felice!

Appurato ciò, mi chiedo: Quando la libertà è un "esodo forzato", dettato dalla ricerca di opportunità e di interessi, vuol dire forse che le radici hanno bisogno di essere sviluppate e valorizzate? Credo di si.

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venerdì, 23 aprile 2010

Nasce "CriticaMENTE"... una "coscienza critica" capace di futuro!

grillo_parlante.gifNasce "CriticaMENTE"...
Una nuova rubrica (categoria o sezione) di "TERZApagina" che prende vita per un'informazione libera e indipendente da qualunque condizionamento, su questioni che riguardano la nostra vita, la società, il mondo in cui viviamo! L'obiettivo di "CriticaMENTE" sarà quello di stimolare un'azione ed un pensiero fortemente critici, di dar voce a quella "coscienza critica" che ciascuno di noi dovrebbe avere sempre ed opportunamente nel formulare proposte, nel valutare progetti, nell'analizzare nuove opportunità e nell'approccio alle problematiche che si presentano nel quotidiano.
Una nuova "- MENTE" che vuole aiutare a riflettere su temi sociali, politici, economici e culturali! Un modo di "rileggere" la realtà guardando il mondo con occhio diverso ma pur sempre autorevole! Un approccio autentico per "illuminare" responsabilmente e opporsi sempre al tentativo di ingabbiare le coscienze e gli individui che rivendicano il diritto di essere protagonisti della propria vita in una società più equa e capace di futuro!

Sono lieto di comunicarvi che la rubrica sarà curata dalla molisana "Anna VOIG".

Liberato Russo