giovedì, 13 ottobre 2011
Comunicazione e informazione: la sfida di Internet
Amici carissimi, come state?
Questa volta, dopo la nostra ultima discussione sugli stereotipi, vorrei confrontarmi con voi sull’importanza di Internet nella nostra realtà. Un’importanza che deve essere analizzata ad un livello un po’ più profondo, e in grado di scorgere dinamiche a cui spesso non pensiamo. Comprendere e farsi comprendere nell'era contemporanea è una delle esigenze più importanti per la nostra socialità, ma il comunicare oggi, è più che mai differente da quello che è stato in passato. Proprio per questo motivo è importante avere consapevolezza di come viene strutturato (e troppo spesso manipolato) l’universo della comunicazione mediatica e dell’opinione pubblica in un Paese, il nostro, che almeno sulla carta porta avanti principi democratici.
L’informazione è materia prima del processo lavorativo in quanto conoscenza ed è anche strumento di coordinamento per le reti di produzione ma soprattutto, costituisce il tassello principale di esercizio del potere che non passa attraverso il controllo dello stato, bensì attraverso il “governo” dei media, tanto di quelli antichi che di quelli moderni.
La comunicazione, a mio avviso, non è semplicemente uno strumento di trasmissione, né un mero mezzo di informazione, piuttosto è un’ "opportunità" di confronto. E’ in questo scenario che Internet ha il ruolo di medium alternativo che più di tutti gli altri può esprime un contropotere con cui i media “mainstream” devono confrontarsi in modo sempre più frequente e trasparente.
19:09
Scritto da: liberatorusso
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sabato, 21 agosto 2010
SIMBIOSI OSCURANTISTICA OSCILLANTE. Verso la metamorfosi?
Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni dell'artista termolese Nicola Di Pardo
Umili Riflessioni. "Le emozioni vissute dai sensi in ciò che discetta di musica, pittura, fotografia, poesia e altre discipline, si trasformano per destino del "pulcher" in sofferenza. Un tormento però che sprigiona e genera gioia. Certezza che potrebbe paventare una sconnessione. Ma non accade a chi possiede capacità d'intuizione. Essere coscienti di godere di fronte ad un'espressione artistica significherebbe perdersi in un amplesso con l'interiorità. E' possibile gioire vivendo in una condizione di tormento? E quando? E perché? Si tratterebbe di masochismo intellettuale che eccita i sensi (per me ovviamente). Sarebbe un approdo nell'inconsapevole, un ormeggio in totale assenza di cognizione? Assolutamente. Sono realtà che vivono i fortunati. Dono dell'universo infinito, del bello, del sublime. Certezza o dubbio? E' inciso sulla prora del mio battello. Con esso navigo oceani mirabili in cui mi ha disperso il fascinoso mostro della conoscenza. Se non ci aggredisse e appagasse l'illusione, prenderemmo coscienza del nostro status. Siamo inermi di fronte a tali grandezze. Siamo volatili senza remigante. La presunzione dell' "io sono" annulla la ricerca, cancella quel profondo in cui si annida il gene del voler sapere, scoprire, conoscere. Sradica il concetto dell'infinito sogno. Ci sono dei poveri mortificati dalla mancanza di spiritualità che credono, e mi dispiace per loro, di aver raggiunto lo scranno più alto tanto da poter dire "io sono". Peccato! Vorrei convincerli a regalarsi la sofferenza (per ciò che è arte) per piangere e gioire di fronte alla verità dell'essere disarmati. Il bello nel sublime è la vittoria della sconfitta. Siamo caduti nel pozzo dell'illogicità? No! Dopo tali esami ho sconfitto la mia presunzione. Ma oggi, felicemente, ne scopro un'altra ancora più feroce. Per chi naviga l' "oltre" essere coscienti di capire che la sconfitta, nell'universo che sappiamo, sia una vittoria, significherebbe sconfiggere la solitudine e la povertà dell' "io sono", felice di aver capito di non essere "nessuno". Sarà presunzione, chissà!
17:11
Scritto da: liberatorusso
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