domenica, 21 novembre 2010
In diverse località molisane, pronti i festeggiamenti in onore di S. Andrea, tra storia, fede e tradizione
Jelsi (CB) _ Il 27 e il 30 Novembre 2010 è la festa del Patrono di Jelsi, Sant'Andrea Apostolo. Andrea Apostolo (6 a.C.-36), commemorato da tutte chiese cristiane che hanno un calendario liturgico, fu un apostolo di Gesù Cristo, e fratello maggiore di San Pietro. Secondo la fede cristiana egli nacque a Betsaida sul lago di Galilea. Prima di conoscere Gesù fu discepolo di San Giovanni Battista (Giovanni 1:35).
Fu probabilmente il primo a seguire Gesù. Viveva a Cafarnao (Marco 1:29), un'antica città della Galilea, situata sulle rive nord-occidentali del lago di Tiberiade, in Israele. Nei Vangeli viene indicato in tutti i momenti salienti della vita di Cristo ed era sicuramente uno dei discepoli piùvicini al Messia (Marco 13:3; Giovanni 6:8, 12:22). La tradizione lo vuole primo vescovo di Costantinopoli. Morì martire a Patrasso dove subì il supplizio della croce. In quel momento supremo, però, in modo analogo al fratello Pietro, egli chiese di essere posto sopra una croce diversa da quella di Gesù. Questa croce, che oggi viene indicata con il nome di Croce di Sant'Andrea, era un supplizio romano chiamato "Crux decussata": i legni a cui veniva inchiodato il condannato erano posti a forma di X.
Ecco ciò che l'Apostolo avrebbe detto in quell'occasione, secondo un antico racconto (inizi del secolo VI) intitolato Passione di Andrea: "Salve, o Croce, inaugurata per mezzo del corpo di Cristo e divenuta adorna delle sue membra, come fossero perle preziose. Prima che il Signore salisse su di te, tu incutevi un timore terreno. Ora invece, dotata di un amore celeste, sei ricevuta come un dono. I credenti sanno, a tuo riguardo, quanta gioia tu possiedi, quanti regali tu tieni preparati. Sicuro dunque e pieno di gioia io vengo a te, perché anche tu mi riceva esultante come discepolo di colui che fu sospeso a te... O Croce beata, che ricevesti la maestà e la bellezza delle
membra del Signore! Prendimi e portami lontano dagli uomini e rendimi al mio Maestro, affinché per mezzo tuo mi riceva chi per te mi ha redento. Salve, o Croce; sì, salve davvero"!
22:39
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venerdì, 09 luglio 2010
Capracotta. Religiosità e venerazione per la Festa di San Sebastiano, il Santo Patrono della comunità altomolisana
Capracotta (IS) _ L'11 luglio 2010 si celebra a Capracotta la Festa di San Sebastiano.
Anche se il Santo viene ricordato dal calendario ecclesiastico il 20 gennaio, i capracottesi hanno deciso di spostare i festeggiamenti all'estate per motivi prettamente metereologici. Durante la festa si svolge una processione per le vie del paese capeggiata dalla statua del Santo e seguita dai ritratti di Sant'Antonio di Padova, San Giovanni Battista, la Beata Vergine del Carmelo, la Madonna dei Miracoli, San Vincenzo Ferreri e i Santi Martiri.
La Chiesa ricorda San Sebastiano il 20 gennaio, ma la comunità capracottese, soprattutto nel passato quando mancavano i mezzi e le attrezzature per fronteggiare le insidie invernali, ben difficilmente poteva tributare, in pieno inverno, i dovuti onori al suo Santo Patrono sia in senso religioso che con una festa civile. La festa fu allora "rimandata" prima al 13 luglio e poi alla seconda domenica di luglio, quando lontani dai rigori invernali, si era ragionevolmente sicuri di poter celebrare la festa patronale. La parte religiosa era caratterizzata, tra l'altro, da una processione lungo le vie del paese nella quale la statua raffigurante San Sebastiano era per così dire "scortata" dale statue di altri dodici Santi venerati nelle diverse Chiese di Capracotta. Questa tradizione che ad un certo punto si era persa, è stata riproposta e rinvigorita a partire dal 2001 quando San Sebastiano è stato ancora accompagnato lungo le strade di Capracotta da S. Antonio di Padova, S. Giovanni Battista, la Beata Vergine del Carmelo, la Madonna dei Miracoli, S. Vincenzo Ferreri ed i Santi Martiri.
per info: 0865.949210
16:56
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giovedì, 03 giugno 2010
Il 6 Giugno ad Isernia onori e festeggiamenti per Santa Barbara
ISERNIA _ Santa Barbara, la patrona dei Vigili del Fuoco, ad Isernia viene festeggiata ed onorata il 6 giugno di ogni anno. Santa Barbara è la Santa che rappresenta la capacità di affrontare il pericolo con fede, coraggio e serenità anche quando non c'è alcuna via di scampo. È stata eletta, infatti, Patrona dei Vigili del Fuoco, in quanto protettrice di coloro che si trovano "in pericolo di morte improvvisa".
Nacque a Nicomedia nel 273. Si distinse per l'impegno nello studio e per la riservatezza, qualità che le giovarono la qualifica di "barbara", cioè straniera, non romana. Tra il 286-287 Barbara si trasferì nella villa rustica di Scandriglia, oggi in provincia di Rieti, al seguito del padre Dioscoro, collaboratore dell' imperatore Massimiano Erculeo. Il padre aveva destinato Barbara in sposa al prefetto di Nicomedia, ma lei rifiutò di sposarsi. Il padre furente la fece processare e condannare a morte, a causa della sua fede cristiana. La ragazza fu così costretta a rifugiarsi in un bosco dopo aver distrutto gli dei nella villa del padre. Trovata, fu consegnata al prefetto Marciano. Venne allora rinchiusa in una cella della fortezza di Nicomedia. Nella prigione, un giorno, si sprigionò un incendio: Barbara uscì viva dalle fiamme. Durante il processo, che iniziò il 2 dicembre 290, Barbara difese il proprio credo ed esortò Dioscoro, il prefetto ed i presenti a ripudiare la religione pagana per abbracciare la fede cristiana. Questo le costò dolorose torture. Il 4 dicembre infine, fu decapitata con la spada dallo stesso Dioscoro, che fu colpito però da un fulmine. La tradizione invoca Barbara contro i fulmini, il fuoco e la morte improvvisa. I suoi resti si trovano nella cattedrale di Rieti. Esistono molte redazioni in greco e traduzioni latine della passio di Barbara; si tratta, però, di narrazioni leggendarie, il cui valore storico è molto scarso, anche perché vi si riscontrano non poche divergenze. In alcune passiones, infatti, il suo martirio è posto sotto l'impero di Massimino il Trace (235-38) o di Massimiano (286-305), in altre, invece, sotto quello di Massimino Daia (308-13).
15:46
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mercoledì, 12 maggio 2010
A Montenero di Bisaccia torna la festa di maggio con gli onori alla Madonna del Rosario.
Montenero di Bisaccia (CB) _ Come da tradizione a Montenero di Bisaccia anche quest'anno (15 Maggio 2010) si svolgono i festeggiamenti per la Madonna del Rosario con la fiaccolata in cui viene fatta sfilare la statua. Il paese ha origini antiche, come molti altri paesi del Molise. Le prime notizie storiche risalgono ai tempi delle invasioni barbariche; chi riuscì a mettersi in salvo si rifugiò dapprima nelle caverne sparse lungo la collina e poi sulla cima del Monte nero.
Il Monte nero, detto così perché rivestito di una fitta boscaglia che lo sovrastava, in antico non era del tutto disabitato; nella balza sud-ovest aveva numerose caverne nel tufo, tuttora visibili, molto estese.
Si tratta di abitazioni trogloditiche. In uno strato di terreno antistante ad una grotta furono ritrovati alcuni fossili che risalgono al paleolitico medio e cocci di vasi di terracotta lavorata nel neolitico. In queste grotte scavate nel tufo divise in due o tre appartamenti si sono trovate punte di frecce, ossa, frammenti di stoviglie, vasi e anfore di ogni dimensione. Ai piedi del Monte nero a sud-est nella contrada Montrone, nelle cui vicinanze vi erano un laghetto e le sorgenti del torrente Tecchio, esisteva una borgata dal nome Bisaccia. L'aver Montenero preso il suo distintivo da Bisaccia denota che da esso ha avuto derivazione ed origine.
20:10
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venerdì, 30 aprile 2010
Acquaviva Collecroce. La Festa del Maja, tra folklore e storia
Acquaviva Collecroce (CB) _ Il calendario delle manifestazioni che animano le città del Molise e dell'Abruzzo si fa sempre più intenso, specie nel periodo primaverile che coincide con le ricorrenze e le rievocazioni dell'antica società rurale. Sono tante le ragioni per far festa e ogni evento è per le comunità locali l’occasione attesa per confermare identità e radici, mentre per il turista diventa un’opportunità per accostarsi alle più genuine e sentite espressioni della cultura e del folklore di un determinato territorio. Come spesso accade i prodotti tipici locali sono protagonisti di feste e sagre di paese che si riallacciano alla grande tradizione culinaria: trionfano il tartufo bianco e quello nero, il grano e i frutti della sua lavorazione, i salumi, i formaggi, i vini pregiati. Spettacolari atmosfere d’un tempo si respirano nelle manifestazioni legate ai cicli della natura o alle ricorrenze religiose.
Il 1 Maggio ad Acquaviva Collecroce, in Molise, la più importante festa è quella del "Maja". E' una antica tradizione per propriziare un buon raccolto: un fantoccio a forma di cono viene portato da un uomo attraverso le strade del paese mentre i giovani del posto cantano in coro. Molto particolare anche l'usanza della "Smarceka" che avviene nel periodo natalizio. Su un tronco di albero viene accesa una grande torcia fatta di pezzetti di legno, la stessa poi viene posata sul portale della chiesa parrocchiale. Acquaviva Collecroce è uno dei paesi più affascinanti e caratteristici del Molise. Il luogo, già frequentato in epoca molto antica, assunse dei lineamenti ben definiti soltanto nel periodo Medioevale. E' uno dei tre paesi molisani d'origine slava, i primi slavi si menzionano già nel 1297 che per come Milan Rešetar (Studioso) afferma non possono essere gli antenati diretti della popolazione d'oggi, dato che il dialetto di Acquaviva e degli altri paesi hanno tratti linguistici che si sono sviluppati nel croato comune solo molto dopo questa data.
fotografia di Franco Papiccio (dal sito web: http://www.kruc.it/)
18:48
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"Il Pranzo di S. Giuseppe" a Roccavivara, tra storia, tradizioni e religiosità
Roccavivara (CB) _ Con la primavera ormai inoltrata e con l'avvicinarsi del mese di maggio, paesi e contrade si vestono a festa per un'infinita serie di sagre e di feste che rievocano le antiche usanze della civiltà contadina. E' il caso di Roccavivara che, come da tradizione, il 1 maggio, apre la festa con il "Pranzo di San Giuseppe", protettore del paese insieme a San Emidio e San Michele Arcangelo. Il 19 marzo invece si celebra il "dies natalis", il giorno della nascita, rinnovando una simpatica ricostruzione della famiglia di Nazareth.
La tradizione del banchetto si ripete anche il 1 Maggio di quest'anno. I preparativi sono gli stessi, cambiano le pietanze che sono tutte a base di carne. Si prepara il pasto della Santa Famiglia, in una casa che ospita il pasto dei tre poveri che impersonificano la famiglia di Giuseppe, Maria e Gesù: lu Vicchie, la Vecchi, e l'Angelil'. Una festa che mantiene intatto il sentimento di religiosità popolare, con una cerimonia dal sapore antico, semplice e solenne, di corale partecipazione del paese, a cui nessun 'rocchese' può mancare. Giorni di intensa preparazione e cure meticolose: trovare il cibo che servirà per le prelibate pietanze; fare il pane, i pasticcini, i turcinell' e altri dolci rustici.
16:47
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mercoledì, 21 aprile 2010
Uniti per rafforzare la cultura popolare. Il programma dei Laboratori itineranti in occasione della "Festa della Madonna Incoronata" a Larino
Larino (CB) _ Le Associazioni GENERRATO, GIRAPASTARITO e ITACA PRODUCTION si inseriscono in un progetto culturale più ampio, aperto all'intero Basso Molise, grazie all'incontro con le Associazioni ALBERI SONORI, ECOMUSEI FRENTANI, CANTORI DELLA MEMORIA, I GUJE e altre rappresentanze locali.
Dal 23 al 25 Aprile 2010, in occasione della "Festa della Madonna Incoronata" a Larino, la "rete culturale" in via di sperimentazione, presenterà il programma 2010/2011 dei LABORATORI ITINERANTI ideati sulle diverse specificità e competenze delle singole associazioni facenti parte.
Il tutto è autofinanziato dagli organizzatori; qui di seguito il programma dettagliato.
Lo slogan: La presenza e il sostegno dei cittadini è un diritto e un dovere.
RAFFORZIAMO LA CULTURA POPOLARE CONTRO I NUOVI MOSTRI DELLA CULTURA IN MOLISE
17:08
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sabato, 17 aprile 2010
La "Carrese" di San Martino in Pensilis. Un popolo in fresta tra storia, costumi e tradizioni.
SAN MARTINO IN PENSILIS (CB) _ Il paese bassomolisano il 30 aprile 2008 accoglie le varie manifestazioni collaterali alla famosissima "Carrese". Tutto cambia e si ripresenta sotto diversi aspetti: si rinnovano le primavere e le generazioni, ma la Corsa dei Carri, da otto secoli, continua ad essere sempre la stessa, e continua ad appassionare il popolo di San Martino in Pensilis e le migliaia di molisani e turisti che la animano e la vivono. La leggenda narra che i signori di San Martino e degli altri paesi vicini andarono a caccia verso il mare fra le boscaglie dove anticamente sorgeva l'antica e nobile Cliternia e, più tardi, il Monastero di San Felice. Qui ad un tratto i cavalli si inginocchiarono senza volersi più muovere e i Signori, scavando, trovarono il corpo di San Leo, famoso Santo monaco benedettino. Ogni Signore si contendeva la paternità del ritrovamento per poterlo portare nel proprio feudo, tanto da venire quasi alle armi. Affidandosi alla fine alla decisione del Vescovo di Larino, misero il corpo su un carro trainato da buoi che, lasciato libero a sè stesso e alla volontà del Santo, scelse alla fine di fermarsi a San Martino. Così da secoli, ogni anno, verso la metà di marzo, iniziano gli allenamenti dei buoi, dei cavalli e dei cavalieri, che continuano fino al 30 Aprile, giorno della vera e propria corsa. Le discussioni sulla scelta dei buoi e dei cavalieri si animano per tutto il mese di Aprile. Ma il 29 aprile i giochi sono fatti, incomincia la festa ed inizia l'azione con i partigiani dell'uno e dell'altro Carro (giovani, giovanotti e giovanissimi) che si recano a Ramitelli per sistemare al meglio la strada della corsa. Si "Lauda" la strada e si ritorna festosamente in Paese e ci si dà l'ultima carica psicologica.
11:54
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La Festa dell'Incoronata di S. Croce di Magliano, meglio conosciuta come la "Festa dello Strazzacappa". L'intera comunità in attesa della festa di primavera
S. Croce di Magliano (CB) _ L'ultimo sabato di aprile in onore della Madonna dell'Incoronata a Santa Croce di Magliano viene organizzata la "Festa dello Strazzacappa" che, quest'anno, si svolge il 24 aprile. Questa celebrazione oltre ad avere un carattere religioso, si può considerare anche una festa della primavera e un omaggio dell'uomo agli animali. La caratteristica della festività è proprio la benedizione degli animali. Già in prima mattinata il paese si sveglia con un'atmosfera di allegria, quando la banda musicale anima le vie del paese con suoni di festa. I preparativi sono lunghi e faticosi; già nei giorni precedenti i proprietari delle varie fattorie si sono prodigati per lavare mucche, cavalli, pecore ed ora effettuano gli ultimi ritocchi abbellendo ed adornando le bestie con nastri e fiocchi . E via verso il paese, dove, intanto, i bambini si ritrovano lungo il corso principale, con al guinzaglio gli animali "di casa" come cani e gatti. La tradizione vuole che si compiano tre giri intorno alla Chiesa di San Giacomo e alla fine del terzo giro il prete benedice le bestie dal piazzale della Chiesa stessa. Quando arrivano gli animali dalle masserie, la piazza è già colma di gente che non manca di assistere a quest'appuntamento molto sentito da tutta la popolazione di Santa Croce di Magliano. Arrivano numerosi greggi di pecore e mucche, preceduti e seguiti dai cavalli dall'andatura maestosa ed elegante. I cavalieri sono vestiti a festa ed alcuni portano a tracolla una lunga treccia di cacio che alla fine della cerimonia sarà distribuita a piccoli pezzi tra parenti ed amici. In tutta la piazza si sente lo schioccare delle fruste ("i sagliocche"), mentre non mancano mai brevi momenti di tensione per qualche bizzarria di qualche animale avvicinatosi troppo agli spettatori.
01:05
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venerdì, 19 febbraio 2010
Si rinnova l'appuntamento con la tradizionale Quarantana di S. Croce di Magliano.
S. Croce di Magliano (CB) _ Anche per il 2010 durante le cinque domeniche di Quaresima (dal 21 febbraio al 21 marzo) si rinnova l'appuntamento con la tradizionale Quarantana a Santa Croce di Magliano. Una tradizione particolare che si svolge ogni anno in tempo di quaresima. La Quarantana è una pupattola che viene appesa ai balconi, a questa bambola, un tempo fatta di stracci, viene attaccata una patata infilzata da sette penne ognuna delle quali viene tolta ogni domenica fino a raggiungere l'ultima che annuncia l'arrivo della Pasqua. Nei quartieri più antichi di Santa Croce di Magliano, se si cammina a testa in su, si possono ammirare alcune di queste caratteristiche bambole. La leggenda vuole che si tratti della moglie di Carnevale - defunto - perciò è vestita di nero ed ha in mano la conocchia: durante tutto il giorno non deve far altro che filare per distrarsi dal defunto marito. Filare notte e giorno sotto la sferza dei venti, sotto la pioggia e la neve sino la giorno della sua fine.
20:33
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